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Venerdì 19 Gennaio 2018 | 20:29

Aveva 40 anni

Morto lo scrittore Leogrande
Stroncato da un malore

Era di Taranto, giornalista e filosofo. La tragedia è avvenuta nella sua abitazione a Roma. Il cordoglio di Decaro

Alessandro Leogrande

Alessandro Leogrande

E' morto domenica all'età di 40 anni nella sua abitazione romana, per un improvviso malore, lo scrittore pugliese Alessandro Leogrande. Scrittore, giornalista e filosofo, era nato a Taranto: era appena tornato da un evento a Campi Salentina, in provincia di Lecce, per 'La città del libro'.

Ha iniziato la sua attività giornalistica a Primavera Radio-Radio Popolare Salento. Scriveva per il Corriere del Mezzogiorno e collaborava con Rai Radio 3. Ma le sue collaborazioni sono state innumerevoli, dal'Internazionale a Pagina99, dal Riformista alla rivista Minima&Moralia, con una produzione continua e intensa di scritti e lavori giornalistici che hanno oltrepassato i confini nazionali.

Leogrande, da giovanissimo è stato impegnato nello scoutismo e successivamente nei campi di volontariato della Caritas Diocesana di Taranto in Albania, si è impegnato in difesa degli ultimi e dei ferocemente sfruttati nei più diversi contesti : nell’ambito del caporalato, degli immigrati, dei desaparecidos in Argentina, ed ovunque ci sia stato un sopruso.

La notizia della morta ha provocato sgomento. Si dice sconvolto il sindaco, Antonio Decaro che ricorda Leogrande come «un giornalista acuto, un osservatore attento, legato alla sua Taranto e a questa nostra bellissima terra di Puglia che ancora soffre di piaghe antiche, come quella del caporalato, cui aveva dedicato uno studio intenso e scioccante. Un uomo che aveva scelto di prestare la sua voce agli ultimi, alle donne e agli uomini sfruttati e dimenticati, i cui diritti vengono quotidianamente calpestati».

SAVIANO: HA CAMBIATO QUESTO MONDO DI M... - «Addio amico mio, addio anima che aveva il coraggio della bontà e dell’indignazione. Questo mondo di merda l’hai davvero cambiato, perché con le parole hai agito sui tuoi lettori e su chi, come me, ti ha ascoltato, letto e voluto bene. Sei stato luce di baleno, ma restano i tuoi libri. I tuoi grandi libri. I tuoi immensi libri». E’ un passaggio del lungo testo con cui lo scrittore Roberto Saviano esprime su Instagram il suo dolore per la morte dello scrittore e giornalista pugliese Alessandro Leogrande, scomparso a 40 anni.
«Alessandro, non va bene... non tu. Non ora», scrive ancora Saviano. «Per tutto il dolore che sto provando - aggiunge - sento che non troverò in nessun argomento conforto. E non so darlo a tutte le persone ora di te orfane». «La tua vita Ale - prosegue lo scrittore - è insostituibile come la tua intelligenza. Sono ore che ho la testa piena del tuo timbro vocale e della tua risata che nasceva arricciando il naso e tirando l’aria come se uscissi da una apnea. Non sei sostiuibile».
«Grazie Ale. Grazie Alessandro Leogrande - aggiunge Saviano - grazie per essere stato un meridionalista geniale. Grazie per tutto ciò che ho imparato da te. Grazie per aver raccontato gli ultimi, sempre».

SCONVOLTO IL SINDACO DI BARI - Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, in una nota si dice «sconvolto dalla notizia della morte di Alessandro Leogrande», definito dal primo cittadino «uno degli scrittori pugliesi più brillanti della sua generazione, e non solo». Per il sindaco di Bari, Leogrande era «un giornalista acuto, un osservatore attento, legato alla sua Taranto e a questa nostra bellissima terra di Puglia che ancora soffre di piaghe antiche, come quella del caporalato, cui aveva dedicato uno studio intenso e scioccante. Un uomo - conclude Decaro - che aveva scelto di prestare la sua voce agli ultimi, alle donne e agli uomini sfruttati e dimenticati, i cui diritti vengono quotidianamente calpestati».

EMILIANO: UNA SENSAZIONE DI PERDITA - «La morte di un giovane è sempre dolorosa da concepire. Quando a lasciarci è un uomo che ha dedicato la sua vita alla difesa degli ultimi, allo studio dei fenomeni più complessi come lotta alle mafie, caporalato, contrabbando, effetti dell’inquinamento sulla salute e sull'ambiente, si ha davvero la sensazione di una perdita irrimediabile». Così il governatore della Puglia, Michele Emiliano, commenta in una nota l’improvvisa scomparsa, all’età di 40 anni, del giornalista e scrittore pugliese Alessandro Leogrande, esprimendo cordoglio alla famiglia, agli amici e ai colleghi.
«Intellettuale del Sud - ricorda Emiliano - ha praticato l'etica dell’impegno in tutte le sue opere. L’amore per la sua terra, la Puglia, affiorava da ogni riga, un amore che però non gli ha impedito di guardare sempre le cose con onestà. Mai ha chiuso gli occhi di fronte alle realtà più dure, né gli è mai mancato il coraggio di raccontare ciò che aveva visto o vissuto». Leogrande, sottolinea il presidente della Regione Puglia, ha scritto del Sud «demistificando certi irriducibili stereotipi, ne ha parlato schiettamente, con l’autorevolezza di chi fa inchiesta ma senza rinunciare alla forza emozionale dell’immagine letteraria, capace di ridare vita, carne, colore, voce, individualità al fatto di cronaca. La sua eredità intellettuale è importante - conclude Emiliano - e lui, con i suoi scritti, resterà uno dei principali testimoni del nostro tempo».
 

L'INCREDULITA' DEL SINDACO DI TARANTO - «Sono notizie che trafiggono e lasciano increduli, immobili. Non conoscevo personalmente Alessandro Leogrande ma avevo letto i suoi scritti, i suoi lavori impegnati, le inchieste. Se ne va un tarantino sensibile e illuminato». Lo dichiara in una nota il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, esprimendo, a nome dell’amministrazione comunale, il cordoglio per la morte improvvisa del giornalista e scrittore tarantino.
Leogrande era «un mio coetaneo - sottolinea Melucci - un ex studente del liceo Archita nel quale sarebbe giusto intitolargli una sala: mi impegno affinché, a lavori finiti, ci sia uno spazio che lo ricordi. Proprio lì, nel liceo dove si è formata la sua cultura, la sua personalità».

VENDOLA: E' STATO VOLTO DEL SUD MIGLIORE - «L'improvvisa e prematura scomparsa di Alessandro Leogrande è una notizia dolorosissima. Alessandro è stato il volto del Sud migliore un intellettuale libero, raffinato, rigoroso, mai sedotto dalle lusinghe della demagogia e della mondanità salottiera». Lo afferma Nichi Vendola di Sinistra Italiana ed ex presidente della Regione Puglia.
«Con una scrittura limpida ed essenziale - aggiunge - sapeva raccontare le cose con spirito di verità e rara profondità. Sapeva dire le ragioni delle ferite di Taranto senza trasformare il suo dolore in una facile retorica». «La morte così ingiusta di Alessandro - conclude - ci lascia tutti un pò più soli». 

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