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Martedì 23 Gennaio 2018 | 19:07

Il 47enne di Mesagne

Morte dell'operaio all'Ilva
sei condanne in appello

Morte dell'operaio all'Ilva sei condanne  in appello

TARANTO - La sezione distaccata di Taranto della Corte d’Appello di Lecce ha condannato sei imputati per la morte di Antonino Mingolla, 47enne operaio di Mesagne (Brindisi), dipendente della ditta Costruzioni metalliche tubolari (Cmt), morto il 18 aprile 2006 all’interno dello stabilimento Ilva. Il lavoratore fu investito da una nube tossica mentre era impegnato con tre colleghi nella sostituzione di una valvola alla rete gas «Afo» in prossimità della centrale elettrica Cet1.

I giudici della Corte d’Appello hanno riformato parzialmente la sentenza di primo grado relativamente a Pietro Mantovani, titolare della ditta Smi sas, subappaltatrice della Cmt, la cui condanna, riconosciute le circostanze generiche equivalenti alle aggravanti contestate, è stata ridotta da due anni e sei mesi a due anni di reclusione con pena sospesa. Per il resto è stata confermata la sentenza di condanna a 2 anni nei confronti di Alfredo De Lucreziis, tecnico Ilva; Antonio Assentato, capo cantiere della ditta Cmt; Angelo Lalinga, responsabile di produzione, distribuzione e trattamento acque, soffiaggio vapore, aria e gas dell’Ilva; Mario Abbattista, capo reparto dell’Ilva; e Francesco Ventruto, responsabile del servizio di prevenzione e protezione rischi per la sicurezza e salute durante il lavoro.

Disposto infine il risarcimento del danno in favore dell’Anmil (associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro), costituitasi parte civile tramite l'avvocato Maria Luigia Tritto, e della Cgil.

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