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Lunedì 11 Dicembre 2017 | 12:39

Il caso riaperto

Palmina, la sorella della vittima
«Da indagine mi aspetto la verità»

Omicidio Palmina a FasanoEx imputato: coscienza a posto

BARI - «Mi aspetto la verità, è quello che voglio e spero di arrivarci». Sono le parole di Mina Martinelli, sorella di Palmina, la 14enne di Fasano (Brindisi) trovata avvolta dalle fiamme in casa l’11 novembre 1981 e morta nel Policlinico di Bari dopo 20 giorni di agonia. La signora Mina è stata sentita oggi dai magistrati baresi che hanno riaperto il caso sulla morte della ragazza avvenuta 36 anni fa, ipotizzando - al momento a carico di ignoti - il reato di omicidio volontario aggravato.

«Credo che anche se è passato tanto tempo ci siano ancora possibilità concrete perché finalmente ci sia giustizia» ha detto Mina Martinelli lasciando la caserma dei Carabinieri di via Tanzi a Bari, dove ieri sono iniziate le audizioni disposte dalla Procura. L’obiettivo delle pm Simona Filoni e Bruna Manganelli è quello di individuare eventuali corresponsabili nel delitto. Per l’omicidio, infatti, sono stati già processati e assolti in via definitiva i fratelli Enrico Bernardi e Giovanni Costantini (sentiti ieri) ma la Procura ritiene che altre persone fossero coinvolte. «Non lo so se ci sono responsabilità allargate - ha detto la signora Mina - ma se ci sono, mi auguro che la magistratura le trovi». Sulla nuova indagine aperta dalla Procura di Bari, la donna si è detta «contenta che sia stata affidata a due donne, è un vantaggio, perché sono più sensibili».

Prima di lei le pm baresi hanno ascoltato come persone informate sui fatti Bettina Maselli, all’epoca amica della vittima, e Vito Rubino, un vicino di casa che quel giorno, dopo che Palmina era già stata bruciata, bussò alla porta di casa ma non gli fu aperto. Le audizioni proseguiranno domani con un’altra decina di persone convocate dalla Procura.

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