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Martedì 12 Dicembre 2017 | 23:02

economia lucana

Fca Melfi, un Natale
in cassa integrazione

Dal 18 al 30 dicembre per 800 addetti alla linea Punto

fca Melfi

di FRANCESCO RUSSO

MELFI (Potenza) - Sarà un Natale in cassa integrazione, per i circa 800 operai addetti alla linea Punto dello stabilimento lucano della Fiat Chrysler Automobiles. L’azienda, infatti, ha comunicato ieri alle organizzazioni di categoria che le attività verranno interrotte - per quanto riguarda il vecchio modello Fiat realizzato a Melfi ed ormai a fine ciclo - dal 18 al 30 dicembre prossimi.

Le preoccupazioni dei sindacati diventano ora un vero e proprio allarme che viene lanciato a gran voce. Alla cassa integrazione dei confronti degli addetti alla linea Punto, del resto, c’è da aggiungersi quella che da settimane, anche se a singhiozzo, stanno sopportando i colleghi che lavorano per la realizzazione dei modelli Suv. «L’ulteriore comunicazione della cassa integrazione sulla linea Punto - commenta il segretario regionale della Fim-Cisl, Gerardo Evangelista - conferma la sua discesa produttiva sempre più chiara. È sempre più forte l’esigenza di sapere quali saranno le soluzioni produttive per sostituire i volumi attualmente prodotti per dare garanzia certe sul piano produttivo e occupazionale. Per questo ribadiamo che serve un confronto basato sulla franchezza con Fca sugli obiettivi futuri per Melfi». «La Fca ha comunicato l’ennesimo ricorso alla cassa integrazione per gli addetti alla linea Fiat Punto (790 operai e 25 fra impiegati e quadri), con la solita e abituale motivazione di adeguare i flussi produttivi alla temporanea contrazione della diretta domanda di mercato», sottolineano i segretari regionali di Uil e di Uilm, Carmine Vaccaro e Marco Lomio.

«È da un anno e mezzo - concludono - che rinnoviamo l’appello alle classi dirigenti e politiche, perché concentrino l’impegno e l’attenzione sul problema del nuovo modello da produrre nello stabilimento di Melfi in sostituzione della Fiat Punto, che da troppo tempo registra grandi difficoltà di mercato italiano ed estero sino alla totale dismissione».

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