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Mercoledì 13 Dicembre 2017 | 06:39

Presenterà querela

Insulti a consigliera Bari
Melini acquisisce scheda

Insulti a consigliera Bari Melini acquisisce scheda

BARI - «Oggi pomeriggio dopo avere acquisito la scheda nulla che contiene la diffamazione aggravata in mio danno, depositerò la querela e nei prossimi giorni chiederò ai colleghi di sottoporsi spontaneamente a perizia calligrafica, presso la mia stanza in Comune alla presenza di un consulente esperto». Lo annuncia la consigliera comunale di Bari Irma Melini nei cui confronti nei giorni scorsi un collega ha scritto un insulto sessista su una scheda durante una votazione a scrutinio segreto.

Il plico sigillato con le 23 schede del voto sarà aperto oggi pomeriggio dal segretario generale del Comune, Donato Susca.
Melini ringrazia «il presidente del Consiglio comunale, Pasquale Di Rella, che oggi è stato il primo a manifestare la propria disponibilità alla perizia e che ha invitato tutti i colleghi a seguire il suo buon esempio», e annuncia di avere chiesto a Di Rella, al Sindaco e al Segretario generale di poter acquisire formalmente la rinuncia da parte di ogni singolo Consigliere-votante, quindi all’unanimità dei 23 presenti, al diritto alla segretezza del ridetto voto, così da renderne palese la paternità».
«Il mio appello stamane è ancora ad Antonio Decaro, sindaco di Bari, rappresentante di tutti noi eletti in Italia, affinché sia la politica e non la magistratura a risolvere internamente questo gravissimo atto, trovando quanto prima il colpevole, e ripristinando la dignità della nostra amata Istituzione».

«Resto ferma - aggiunge - sulla assoluta condanna di quanto accaduto, che non riguarda solo me, ma tutte noi donne esposte in politica, nelle istituzioni e in ogni lavoro. La non cultura sessista è ancora imperante e si annida in ogni angolo della nostra società». «Per questo - conclude - a chi stamane ha scritto anche solo su un social o incautamente detto in qualche corridoio del Comune, che la scheda oltraggiosa è opera mia, risponderò con una denuncia-querela, con la precisa scelta di devolvere il risarcimento del danno in favore di un centro comunale antiviolenza».

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