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Venerdì 17 Novembre 2017 | 18:41

83 decessi in Puglia dal 2009 al 2016

Campagna pro vaccinazione
«L'influenza può uccidere»

vaccino

BARI - Trecentoventidue casi gravi e 83 decessi: sono le complicanze e il numero dei morti in Puglia dal 2009 al 2016 provocati dall’influenza. A fronte di questi dati, l'Ordine dei medici di Bari ha lanciato in questi giorni una campagna di sensibilizzazione pro vaccinazione antinfluenzale, invitando i cittadini a rivolgersi al proprio medico.

La campagna di comunicazione avverte con manifesti affissi sui muri della città i cittadini che «L'influenza aggredisce e può uccidere», e li invita a vaccinarsi, ricordando che «Il vaccino è gratuito per anziani e categorie a rischio. Chiedi al tuo medico». L’headline è accompagnato dall’immagine in primo piano di un gatto che tende gli artigli verso il guscio di una piccola tartaruga.

L’analisi dei dati del sistema di sorveglianza Cirinet ha consentito di stimare, nella stagione 2016/17, - rende noto un comunicato dell’Ordine dei medici - oltre 183.553 casi di sindrome simil-influenzale in cittadini pugliesi. Le linee guida dell’Unione Europea consigliano la vaccinazione antinfluenzale per tutti i soggetti che vogliono evitare la malattia, in particolare per gli adulti over 65 e per i malati cronici. Nonostante il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale abbia previsto per i soggetti 65 anni e per le categorie a rischio il 75% di copertura vaccinale antinfluenzale come obiettivo minimo perseguibile e il 95% come obiettivo ottimale, nella stagione 2016/2017 è stata raggiunta in Puglia una copertura vaccinale del 58%, con 733.612 dosi di vaccino antinfluenzale somministrate. Inoltre, - si evidenzia - benché nelle ultime due stagioni ci sia stato un modesto aumento, la coperture vaccinale nei soggetti 65 anni continua a risentire del calo osservato dopo la stagione 2007/2008.

«È quindi importante - si conclude - che nasca una nuova sensibilità anche rispetto alla necessità di sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale. L’Ordine di Bari è da tempo impegnato anche alla diffusione della vaccinazione tra gli operatori sanitari, che devono dare il buon esempio».(

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