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Sabato 25 Novembre 2017 | 03:10

verso le politiche

Il centrodestra si ingrossa
trattative su liste e alleanze

la corsa dei candidati

Bepi martellotta

Non è andata bene, nei giorni scorsi, a Tommaso Scatigna, sindaco di Locorotondo. Si è beccato a stretto giro la reprimenda del coordinatore regionale di FI, Gino Vitali: «ritengo opportuno chiarire che Forza Italia non ha ancora affrontato la questione delle candidature. Il sindaco è certamente uno dei possibili candidati, ma la fase di valutazione si aprirà a dicembre e, come sempre, l'ultima parola spetterà al presidente Berlusconi».

Scatigna è uno dei tanti amministratori locali che stanno scalpitando, in questi giorni, per un posto in lista alle Politiche di marzo. Il successo dei berlusconiani in Sicilia e le divisioni che continuano a lacerare la sinistra a livello nazionale, lasciano presagire consensi a doppia cifra per il partito degli azzurri, tornato ad essere il perno di un centrodestra che - se unito anche in Puglia - promette di fare scintille nonostante le batoste prese per oltre un decennio alle Regionali e Comunali. Ecco, dunque, emergere le ambizioni e le aspirazioni dei tanti, mano mano che si vanno definendo i tasselli del «Rosatellum» e a Roma comincia ad entrare nel vivo la trattativa tra i partiti sulle liste.

Al momento non è noto, ancora, il perimetro dei collegi senatoriali (quelli della Camera non saranno diversi dal Mattarellum), ma una prima proiezione si può già azzardare: 42 deputati per Montecitorio (di cui 16 eletti nei collegi uninominali e 26 nei collegi col proporzionale); 20 senatori per Palazzo Madama, di cui 7-8 eletti dai collegi uninominali e i restanti 12-13 nei collegi plurinominali con listino bloccato. Numeri «impietosi» rispetto alla conta che si dovrà fare, tra parlamentari uscenti da riconfermare, consiglieri regionali e comunali da schierare per «tirare voti» nell’uninominale e società civile da spargere qui e là per catturare anche i voti dei meno fedeli. Due i criteri indicati dal Cavaliere per la selezione degli uscenti, riferisce Vitali: «lealtà e produttività». Di certo ce ne sarà un altro in Puglia, il «premio» per chi ha scelto Forza Italia abbandonando la nave di origine. Presumibile, dunque, lo schieramento di Massimo Cassano (ex Ap), noto ai più come «Mr preferenze» e per questo ben visto a Palazzo Grazioli. Ma probabile che trovi spazio anche la tarantina Vincenza Labriola (ex M5S), così come - ovviamente - Rocco Palese, che in quanto a «produttività» non ha eguali, oltre agli uscenti Savino, Boccardi, Sisto e Azzollini. Considerato, però, che la proporzione tra i sessi deve essere equanime (non superiore al 60%), probabile che, a capo dei «listini» bloccati, Berlusconi catapulti in Puglia le «fedelissime» del suo entourage: la campana Nunzia De Girolamo o la lombarda Licia Ronzulli, così come non è escluso un ritorno a Roma dell’eurodeputata pugliese Barbara Matera. In piedi, ovviamente, le candidature del territorio: tra gli altri, i consiglieri regionali Marmo, Gatta, Franzoso e Damascelli insieme a Nicola Giorgino (sindaco di Andria), Martino Tamburrano (Provincia di Taranto) Luigi Miranda (presidente del consiglio comunale di Foggia), Alfredo Longo (sindaco di Mariggio), Antonio Potenza (sindaco di Apricena), il brindisino Mauro D'Attis (delegato al Comitato delle Regioni Ue), Lello Di Bari (ex sindaco di Fasano) e Michele Di Fonzo (segretario FI aTaranto). «Nel merito entreremo quando ci sarà il perimetro dei collegi, ma nel frattempo - dice Vitali - Berlusconi sta avviando un suo scouting personale complementare e ha nominato una commissione ad hoc».

Il capitolo alleanze non è da meno. Il Cav ipotizza due liste a sostegno di FI, entrambe «centriste» ma di matrici diverse: una più «cattolica», capeggiata dall’Udc di Lorenzo Cesa, l’altra più «laica», affidata all’ex ministro Costa e nella quale potrebbero confluire - previo accordo - i «traditori» di Direzione Italia, guidati da Raffaele Fitto, così come gli alleati di «Idea», capeggiata da Gaetano Quagliariello. Entrambi tra i papabili in Puglia, ovviamente, nelle liste-satellite utili a rafforzare il voto a destra. Con Cesa, che il 18 novembre verrà a Foggia per un incontro pubblico, potrebbero dunque ottenere una candidatura il segretario regionale Totò Ruggieri e il parlamentare uscente Angelo Cera (nel caso non decida per la staffetta col figlio Napoleone, capogruppo alla Regione). Con Quagliariello, punta su Roma il coordinatore regionale Francesco Losito. Mentre per Fitto si tratterà - in caso di adesione - di negoziare per i suoi uscenti: Distaso, Matarrese, Fucci, Liuzzi, D'Ambrosio Lettieri, Tarquinio, Perrone, Bruni, Zizza, Chiarelli e Ciracì. Ma anche trattare sui posti per new entry, dall’ex sindaco di Lecce Paolo Perrone alla biscegliese Tonia Spina, senza contare lo schieramento dei consiglieri regionali tira-voti (Zullo, Ventola, Perrini e Manca). Gli alleati, poi, sono pronti a dire la loro. Fratelli d’Italia punta su Melchiorre, Gemmato, il consigliere regionale Congedo, il capogruppo di Foggia Giuseppe Maniero e Giandomenico Pirolli (Massafra).

La Lega, invece, incassati i due pesi massimi dalle file dei fittiani, i parlamentari Altieri e Marti, intende correre a Bari col consigliere comunale Giuseppe Carrieri e a Lecce con l’ex capogruppo di FI alla Regione Andrea Caroppo. E nel frattempo ingrossa le file con adesioni dalle amministrazioni comunali (Giovanni Riviello da Santeramo). L’unione fa la forza, si diceva. In effetti, a giudicare dalle alleanze e dai nomi in campo, questa volta in Puglia per il centrosinistra non sarà una passeggiata.

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