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Sabato 18 Novembre 2017 | 15:03

Ilva, si tratta

Sindacati: il piano
è poco chiaro
ma andiamo avanti

Ilva

ROMA - E’ durato tre ore il primo incontro fra sindacati, azienda e governo al Tavolo Ilva, una delle vertenze industriali più complesse degli ultimi anni. In gioco ci sono circa 3.600 esuberi, e un piano di produzione che deve diventare eco-compatile con la città di Taranto.
Dopo tre ore di lavoro ArcelorMittal (socio all’85% di AmInvesCo, cordata cha ha vinto la gara per l’acquisizione del gruppo Ilva) ha giudicato l’incontro «produttivo». Per il viceministro Teresa Bellanova, che ha rappresentato al tavolo il governo, «finalmente si entra nel merito delle questioni approfondendole». Poco convinti invece i sindacati che comunque sperano di fare passi avanti nell’incontro del 14 novembre quando si parlerà anche di piano ambientale.
Intanto a Cornigliano (Genova), l’assemblea dei lavoratori, dopo aver avuto la conferma dell’apertura al Mise di un tavolo specifico sull'accordo di programma, hanno deciso di liberare la fabbrica occupata e di sospendere lo sciopero ad oltranza.

«Il piano non soddisfa - ha detto Rocco Palombella segretario generale della Uilm (il sindacato di categoria in maggioranza a Taranto) - sottolineando che emergono tutta una serie di contraddizioni di natura tecnica e non politica». Sulla stessa linea Francesca Re David (segretario generale della Fiom (in maggioranza a Cornegliano) e Marco Bentivogli, segretario generale della Fim-Cisl.
Domani i sindacati dovrebbero ricevere da ArcelorMittal tutti i documenti, richiesti dai sindacati, per poter approfondire meglio l’analisi del piano industriale. «Oggi avevamo ancora delle slide» ha detto Re David. Ancora non si è parlato di esuberi. Il tema è stato rimandato a valle dell’analisi dettagliata, che sarà fatta, reparto per reparto, per capire la forza lavoro necessaria al successo del piano industriale. In apertura, riferisce la Fim, il Ceo di ArceloMittal delegato per l'Italia Matthieu Jehl, ha subito affrontato la questione antitrust (ieri la Commissione Concorrenza ha avviato un’indagine approfondita sull'acquisizione di Ilva) dicendo che l'azienda sta collaborando per fornire tutti gli elementi necessari alla Commissione, convinti che quanto segnalato dall’antitrust sarà chiarito entro il 23 marzo 2018, termine ultimo per la conclusione delle valutazioni della Commissione europea sull'acquisizione.
In ogni caso, avrebbe rassicurato il Ceo, l’esito dell’istruttoria «non compromette in alcun modo l'attuazione del piano ambientale e industriale, tanto che si deciso di partire da subito con la copertura dei parchi minerari». Nell’accordo siglato con i Commissari, Am InvestCo si è impegnata, nel caso di richieste da parte dell’antitrust, di non ridurre o modificare la produzione in Italia, ma piuttosto di dismettere altre attività all’estero. (di Maria Gabriella Giannice, ANSA) 

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