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Domenica 19 Novembre 2017 | 22:48

violenze su bimbi di 5 e 9 anni

Gli orchi sono mamma e papà
arrestati genitori baresi

violenza su bambini

BARI - Due fratellini di 9 e 5 anni hanno vissuto per molto tempo, per quasi tutta la loro vita, in una "dimensione di aberrazione sessuale», fatta di abusi, violenze, botte e sottomissione psicologica in un contesto di gravissimo degrado anche igienico-sanitario. Gli orchi sono gli stessi genitori: una coppia di coniugi del nord barese, arrestati oggi dai Carabinieri su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Bari Giulia Romanazzi. Per il padre, di 38 anni, si sono aperte le porte del carcere, mentre alla madre, di 34 anni, sono stati concessi i domiciliari. Stando alle indagini dei militari della sezione di pg della Procura di Bari in collaborazione con i colleghi di Molfetta e sotto il coordinamento del pm Simona Filoni, fin dalla loro tenerissima età i due bambini, affetti da problemi psichici, sarebbero stati indotti a compiere e subire atti sessuali, ad assistere ai rapporti dei genitori e in alcune occasioni ad essere coinvolti attivamente negli stessi, a guardare film pornografici e a subire quotidianamente maltrattamenti fisici.

Sarebbero stati trattati come «oggetti», veri e propri "strumenti di piacere» nelle mani dell’uomo che li definiva «di sua proprietà». Da più di un anno, da luglio 2016, i due fratellini sono in una Comunità su disposizione del Tribunale per i Minorenni, allontanati da quei genitori violenti che li costringevano anche a vivere nella sporcizia e nel degrado e che oggi rispondono di violenza sessuale pluriaggravata, corruzione di minorenne e maltrattamenti.

L’inchiesta penale è cominciata dopo il collocamento dei minori in Comunità, grazie soprattutto alle segnalazioni degli educatori della struttura. Attraverso l’ascolto protetto dei due bambini, la Procura ha raccolto i dettagli di questa «indecente vicenda», come la definiscono gli inquirenti, sviluppatasi «in ambiente domestico, in quel luogo sacro che avrebbe dovuto per i bambini costituire un rifugio sicuro, in un contesto ambientale coincidente con quello di un nucleo familiare degradato e svilito, governato da un padre sordido, aggressivo e triviale, che, avvalendosi del ruolo genitoriale in chiave sopraffattrice, ha dato sfogo alle sue sudice abiezioni attraendo i due figli in una perversa e devastante dimensione sessuale».

La maggior parte delle condotte sarebbe stata infatti opera del padre, «con il coinvolgimento morale» della donna, «la quale - spiega la Procura - non solo assisteva agli abusi sessuali plurimi commessi dal marito in danno dei figli, ma non si attivava in alcun modo affinché gli stessi avessero fine». Negli atti giudiziari si sottolinea il regime di vita doloroso e il «clima di paura e terrore» al quale i bambini erano sottoposti, fatto di «insormontabili e gratuite sofferenze», con "gravi danni per la loro integrità psico-corporea, per il loro sviluppo fisico, affettivo, intellettuale e morale».

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