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Mercoledì 13 Dicembre 2017 | 08:37

Halloween

In coma etilico dopo la festa
14enne salvata in extremis

Dimessa dopo 4 ore di trattamento disintossicante. Ma ha rischiato la vita

In coma etilico dopo la festa 14enne salvata in extremis

di Piero Bacca

Finisce in coma etilico nella notte di Halloween, ma grazie alle cure immediate dei medici del pronto soccorso del «Vito Fazzi», la colossale sbornia che poteva costarle la vita ora sarà solo un brutto ricordo.

Certamente poteva andare peggio ad una ragazza leccese di appena 14 anni che l’altra notte, attorno all’una e venti, è stata accompagnata in auto al nosocomio leccese dai genitori in evidente stato comatoso.

Aveva trascorso una serata assieme agli amici, nel centro storico di Lecce, per festeggiare la notte degli spiriti, una tradizione d’origine celtica ed anglosassone che ha conquistato anche in Italia il favore delle nuove generazioni.

In certi frangenti, la voglia di svago ed ebbrezza in compagnia si traduce spesso in allegre bevute. Con i rischi legati alla giovane età e all’inesperienza.

Come siano andati esattamente i fatti non è dato sapere. Fatto sta, che la ragazza è stata trasportata al pronto soccorso in auto poco dopo l’una di notte. I primi riscontri hanno rivelato un tasso alcolemico di 2.70, superiore di oltre 5 volte il tasso limite di 0.50 entro il quale si evitano guai in caso di controlli stradali. Un livello molto elevato, dunque, se si considera che il gentil sesso - al quale, in questo caso, si aggiunge la giovane età - è geneticamente molto più esposto agli effetti nocivi dell’alcol rispetto al sesso maschile.

La quattordicenne è stata trattenuta per quattro ore in pronto soccorso, sottoposta ad infusioni per reidratare e disintossicare l’organismo. In questi casi vengono anche somministrati speciali antidoti che contrastano gli effetti dell’alcol. Dopo il lungo trattamento è stata dimessa, ormai fuori pericolo. Un epilogo positivo, dunque, dopo ore di apprensione e paura. Ma si tratta di un caso-limite che rivela la pericolosità di un fenomeno crescente: si abbassa sempre di più la soglia di età in cui i giovani si accostano all’alcol, una tendenza favorita dal contesto sociale e mediatico ed in alcuni casi anche dalla facilità di accesso ai prodotti (birra, vino, cocktail e superalcolici), complice qualche rivenditore poco scrupoloso.

«Un tempo - spiega il dottor Silvano Fracella, primario del reparto di Pronto soccorso del “Vito Fazzi” - era difficile che si verificassero nei ragazzi situazioni di intossicazione alcolica. Ed oggi riscontro come tra i giovani ci siano molte più ragazze che fumano o bevono. Un lato negativo dell’emancipazione femminile. Ma soprattutto si è abbassata la fascia di età in ci si comincia a bere. Spesso giovani che hanno bevuto un po’ troppo arrivano in ospedale con il 118 oppure accompagnati da gli amici. Per non parlare degli incidenti stradali che avvengono nei fine settimana: in un caso su tre gli esami alcolemici effettuati su chi arriva in ospedale sono positivi».

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