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Martedì 21 Novembre 2017 | 19:56

il caso

«Pericolo crolli»
La Cattedrale di Melfi
rischia di chiudere

Anche pregare può diventare un rischio. Lavori impantanati. Potrebbero emergere problemi di sicurezza

cattedrale di Melfi

di FRANCESCO RUSSO

MELFI - La Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa ha un nuovo vescovo, dopo che Gianfranco Todisco ha lasciato la guida pastorale per andare a fare il missionario in Honduras. Ma l’arrivo di Ciro Fanelli - che fino ad agosto era vicario generale della Diocesi di Lucera-Troia, in Puglia - ha lasciato intatta l’attenzione della Curia nei confronti del patrimonio architettonico e culturale rappresentato dalle chiese dell’intera area Nord lucana. Dal 2003 ad oggi sono stati commissionati, finanziati e completati interventi su numerosi edifici e monumenti religiosi nel Vulture Melfese, con l’intento di migliorarli dal punto di vista estetico e funzionale. Il progetto più importante è quello riguardante la Cattedrale di Santa Maria Assunta di Melfi, nel centro storico della cittadina federiciana, ormai da alcuni anni al centro di lavori di restauro e di messa in sicurezza. Ma le opere commissionate dalla Diocesi non sono semplici, e necessitano di tempo, autorizzazioni e soprattutto di risorse economiche. Gli interventi sulla Cattedrale di Melfi, ad esempio, vanno avanti ad intermittenza, per difficoltà di natura non solo burocratica.

«Per quanto riguarda il Duomo di Melfi il problema è abbastanza vasto, esistono alcune criticità», dice alla Gazzetta monsignor Ciro Guerra, cancelliere vescovile della Curia diocesana di Melfi ed anche direttore della commissione regionale per l’Edilizia di culto ed i Beni culturali. «Stiamo realizzando i lavori - spiega - sia in facciata che all’interno, ma stiamo provvedendo anche a dettagliare gli interventi ancora necessari e a fare una valutazione sulle urgenze. Il problema è che i fondi che abbiamo a disposizione sono assolutamente insufficienti. Per ora la Cattedrale è regolarmente aperta al culto. Ma se dovessero emergere criticità tali da mettere a rischio la pubblica incolumità saremmo costretti a prendere provvedimenti».

A gennaio dello scorso anno caddero alcuni pezzi dalla facciata centrale del Duomo. «Quando avvenne quell’episodio - racconta monsignor Guerra - provvedemmo subito ad imbrigliare la facciata e a metterla in sicurezza. Per continuare i lavori abbiamo chiesto un contributo alla Regione Basilicata, a seconda dei parametri stabiliti dalla Cei. Ma stiamo aspettando anche alcune autorizzazioni da parte della Soprintendenza, senza le quali non si può procedere». I lavori sulla facciata della Cattedrale, dopo il crollo di alcuni pezzi a gennaio iniziarono subito dopo. Su iniziativa dell’allora vescovo Todisco, la Curia adottò un accorgimento per nascondere l’impalcatura: venne applicato un telo microforato - ancora presente sulla struttura - per riprodurre perfettamente ed in dettaglio la facciata del Duomo in piazza Vescovado. In questo modo, nonostante i lavori in corso la Cattedrale è riuscita a mantenere in parte la fisionomia che contribuisce alla sua particolare bellezza. Il più importante monumento religioso di Melfi era stato oggetto di restauro anche pochi anni fa: nel 2007 era stato completato il rifacimento del lastricato della piazza antistante, tra il 2009 e il 2010 si era provveduto invece a pitturare la struttura. «Speriamo che si sblocchino presto i fondi - conclude monsignor Guerra - per completare i lavori attuali».

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