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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 00:21

arrestati 5 giovani

Fermata banda
di rapinatori canosini

banda rapine

CANOSA DI PUGLIA (BARLETTA - ANDRIA - TRANI) - Servendosi di mezzi rubati, raggiungevano l’esercizio commerciale da rapinare, poi fuggivano ed eliminavano le tracce di quanto accaduto bruciando il mezzo usato o abbandonandolo nelle campagne. Cinque presunti componenti della banda, la scorsa notte, sono stati arrestati a Canosa di Puglia, nel nord barese, da agenti del locale commissariato e dovranno rispondere, a vario titolo, di rapina aggravata, ricettazione, furto aggravato e porto abusivo di arma clandestina. Coinvolto anche un minorenne che è stato arrestato e condotto in comunità.

I colpi messi a segno loro contestati risalgono alla fine del 2016 e ai primi mesi del 2017. Si tratta di quattro rapine a mano armata in concorso, fra esercizi commerciali e distributori di benzina, altrettanti furti d’auto, utilizzate per compiere le rapine, la ricettazione di un’auto e di merce rubata.

I cinque, tutti di Canosa e con precedenti penali, sono il 20enne Andrea Sorrenti, già agli arresti domiciliari, Gaetano Denichilo, di 24 anni, già in carcere per i medesimi reati, Gianfranco Sorrenti, di 36 anni, cugino di Andrea Sorrenti. Per loro il gip del tribunale di Trani ha disposto la detenzione carceraria. Gli altri due presunti componenti della banda, Salvatore Salminci, 25 anni, e Samanta Sorrenti, incensurata, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari. I due - secondo quanto emerso dalle indagini - si occupavano della ricettazione dei proventi dei furti e delle rapine.
A capo del gruppo, secondo gli inquirenti, vi erano Andrea Sorrenti, Gaetano Denichilo e il minorenne. Stando a quanto emerso dalle indagini Andrea Sorrenti e il ragazzino, si servivano di un’auto o di uno scooter che precedentemente rubavano, per mettere a segno i loro colpi, poche ore dopo. Quando stavano per cominciare, chiamavano Denichilo, il quale essendo ai domiciliari aveva poca autonomia di movimento. Lo aspettavano sul retro di casa sua, raggiungevano l’obiettivo e, travisati e a mano armata, compivano le rapine. Con loro avevano anche apparecchi radio sintonizzati sulle frequenze delle forze dell’ordine.

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