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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 12:15

Il nuovo bando

Cara di Bari, protesta in Prefettura
«Tutti da salvare i 160 lavoratori»

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Il Cara di Bari

BARI - Sulla futura gestione del Cara di Bari-Palese (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) «si blocchino le procedure di gara e si rivedano le condizioni del bando per salvare tutti i 160 lavoratori che dal 2008 sono impiegati nella struttura». È quanto chiedono i sindacati Cgil Funzione Pubblica, Fisascat Cisl e Uil Fpl e Uil Tucs, riuniti da questa mattina in protesta con alcune decine di lavoratori dinanzi alla Prefettura di Bari.

Il nuovo bando, tarato su 744 migranti ospiti (a fronte dei reali 1300 che attualmente dormono nel Cara) prevede che la gestione della struttura non sia più affidata a un unico soggetto, come avvenuto fino a oggi con la cooperativa Auxilium, ma divisa in quattro diversi lotti: amministrazione e servizi sanitari, pasti, pulizie, forniture e magazzino. Per alcuni servizi, come quello relativo alle pulizie, gli importi al ribasso previsti dal nuovo bando potrebbero non consentire la riassunzione di tutto il personale, rischiando di lasciare per strada decine di lavoratori.

«Ci hanno rassicurati sul fatto che il Cara di Bari non chiuderà ma, nelle intenzioni del Ministero, sarà ridimensionato. Rispetto a questo abbiamo chiesto quindi che alla riallocazione dei migranti corrisponda anche quella dei lavoratori nelle strutture territoriali di accoglienza». È quanto dichiarato dai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil Bari al termine di un incontro avutocon un funzionario della Prefettura di Bari.

«Abbiamo ribadito le nostre perplessità sulla gara - hanno proseguito i sindacalisti - perché riteniamo che lo spacchettamento dei servizi non corrisponda alle reali esigenze di gestione della struttura. Abbiamo chiesto quindi di avviare un tavolo inter-istituzionale con Governo, Città Metropolitana e sindacati, per tutelare i lavoratori e anche valorizzare le professionalità che dopo dieci anni di esperienza nel Cara di Bari si sono specializzate nell’accoglienza».

E mentre i lavoratori del Cara protestavano davanti alla Prefettura di Bari all’interno si è proceduto alla aggiudicazione provvisoriamente della gara per la gestione del Centro di Permanenza per i Rimpatri (ex Cie) di Bari al Rti Ladisa srl - Oer Medica Sud srl, che ha offerto un ribasso del 32,42 per cento. «Tuttavia considerato che detto ribasso supera la soglia di anomalia» la Prefettura ha fatto sapere che «si sottoporrà l’offerta a verifiche».

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