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Martedì 21 Novembre 2017 | 22:02

Bari

Chiesa rifiuta disabile
Il parroco chiarisce
«Solo chiesto aiuto a mamma»

Chiesa rifiuta disabile  Il parroco chiarisce «Solo chiesto aiuto a mamma»

BARI - «Sereno davanti a Dio» e «vittima» di questa vicenda, don Vito Marziliano, parroco della chiesa Santa Croce a Bari, respinge le accuse di aver rifiutato un bambino disabile che voleva iscriversi al catechismo.

La madre del bimbo come ha denunciato al quotidiano La Repubblica afferma che al figlio, di 10 anni, sarebbero stati negati i sacramenti perchè «la sua presenza durante la messa della domenica può disturbare gli altri bambini». A fine settembre la donna, accompagnata da un’amica, chiede al sacerdote che il figlio possa frequentare il catechismo, come gli altri suoi compagni di scuola.: «Lui - ha raccontato la donna - mi ha chiesto che problemi avesse Antonio(nome di fantasia) e poi ha aggiunto:'Non ho esperienze con questi soggettì. Io gli ho assicurato che il bambino avrebbe avuto sempre l’assistenza di un’educatrice».

Poi il prete - secondo il racconto della donna - avrebbe chiesto «se l’educatrice sarebbe riuscirebbe a far capire al bambino il messaggio cristiano e se lui ha necessità di alzare la voce o alzarsi spesso. E che in quel caso sarebbe stato difficile farlo partecipare anche alla messa». Alla signora, precisa in serata don Vito all’ANSA, ho "solo chiesto una mano per gestire il bambino» ma lei «si è irrigidita ed è andata via».

Don Vito ritiene che la vicenda «si sia diabolicamente avvelenata», e riferisce che la mamma del piccolo gli ha confermato che suo figlio «è autistico: ma nessuna delle nostre catechiste - si rammarica don Vito - ha una formazione adeguata per assisterlo». Inoltre, aggiunge il parroco precisando di «non voler offendere nessuno, il bambino urla spesso: è già accaduto - ricorda - quando è venuto un’altra volta con sua madre e in quella circostanza fui molto affettuoso con lui». In quella occasione, però, «non c'era celebrazione" sottolinea don Vito che si chiede «cosa accadrebbe se il bambino cominciasse a urlare durante la messa dedicata ai bambini».

«Io - spiega don Vito - ho chiesto alla mamma se lei ci avesse aiutato a gestire la cosa, se il ragazzo fosse stato accompagnato da un assistente, o se lei lo avesse accompagnato a messa: ma la signora - dichiara il parroco - alle mie domande non rispose ma disse, innervosita, che ne avrebbe parlato col marito».

Don Vito rileva che in questa vicenda ci sono state "cattiveria e malafede», e la mamma del bambino «sembrava indisposta a trovare una soluzione». Tuttavia, adesso, alla signora che «ha convinto quattro famiglie a cambiare parrocchia», don Vito dice che «se vuole può tornare, non ho nessuna difficoltà, ma ci deve aiutare a gestire il bambino: a scuola - sottolinea il parroco - questi bambini hanno insegnanti di sostegno». Don Vito ricorda infine che la sua è una parrocchia aperta, soprattutto ai giovani: «Facciamo anche la messa in inglese per gli africani che poi si fermano a mangiare qui - conclude - e il pomeriggio facciamo anche corsi di italiano per gli stranieri».

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