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Domenica 22 Ottobre 2017 | 08:32

bari

Deteneva pistole e 1 mln euro
in banconote false, arrestato

banconote

BARI - Si chiama Michele Bratta l’uomo, di 30 anni, arrestato in flagranza, ad Adelfia, dagli agenti di polizia della Squadra Mobile perché trovato in possesso di 10 pistole semiautomatiche modificate, 2 silenziatori, 679 cartucce di vario calibro e di circa un milione di euro in banconote da 50 e 20 euro false nascoste in un capiente trolley rigido di colore grigio. Le banconote sono ritenute dagli investigatori di ottima fattura, quasi indistinguibili dalle originali. Il sequestro di banconote falsificate (pari, esattamente, a 965.180 euro) è ritenuto il più importante eseguito negli ultimi tempi in Puglia.


Il ritrovamento - si è appreso - aprirebbe nuovi scenari riguardo alle fonti di guadagno della criminalità organizzata. Soldi, con molta probabilità, stampati in Campania, anche se gli investigatori non escludono che, ormai, stamperie di livello possano essere state create anche in Puglia.

Quanto a Bratta, definito una 'cupa viventè, cioè un nascondiglio dei clan, la polizia è risalita a parentele con esponenti di spicco dei clan di Japigia. L’uomo, fino a poco tempo fa residente in un quartiere attiguo a quello del boss Savino Parisi, di recente si era trasferito ad Adelfia in un appartamento in affitto preso con regolare contratto anche se non intestato a se stesso. Lì viveva con la compagna e i bambini, lontano dai servizi di monitoraggio del territorio delle forze dell’ordine, lontano soprattutto dal quartiere di Bari 'Japigià, dopo i recenti fatti di sangue. Non è indagata la compagna di Bratta. L’uomo risulta essere disoccupato, con tenore di vita medio e residente in un appartamento di buon livello.

Bratta si è assunto la piena responsabilità, non fornendo però alcuna spiegazione riguardo al possesso di quanto trovato dalla polizia nell’abitazione della coppia: una pistola sull'armadio e le altre in un borsone assieme ai due silenziatori e a proiettili di vario calibro: 7,64 e 6,35. Armi ben tenute e modificate da mani sapienti.

«Armi nella pronta disponibilità della criminalità organizzata», ha detto il dirigente della Squadra Mobile, Annino Gargano. Una perquisizione che è stata effettuata - è stato reso noto - dopo l’acquisizione di notizie in merito alla presunta presenza di armi in quella casa.

«Significativo il rinvenimento del trolley all’interno del quale abbiamo scoperto le banconote di ottima fattura di falsificazione», ha proseguito il dirigente. Un sequestro di banconote false il cui acquisto sarà costato - secondo gli investigatori - non meno di 200mila euro alla criminalità organizzata; di solito le stamperie chiedono dal 10 al 30% sul valore dei soldi falsi che è richiesto loro di stampare. Soldi che poi vengono rivenduti per essere piazzati sul mercato all’incirca alla metà del valore unitario della banconota. Un business, per i criminali, che dipende molto dalla domanda e dall’offerta.

«E' la qualità del sequestro che va sottolineato», ha aggiunto Gargano. E, in effetti, la presenza dell’ologramma sulle banconote e la fattura, per carta utilizzata e colore rendendo le 50 e le 20 euro indistinguibili dagli originali al tatto, avrebbero prodotto - secondo gli investigatori - un danno consistente all’economia se immesse sul mercato. Banconote, destinate - secondo le indagini - a raggiungere la piazza barese e quella delle immediate vicinanze, e sulle quali saranno fatte indagini bancarie anche in relazione ai numeri di serie. La polizia Scientifica è al lavoro per rintracciare eventuali impronte digitali e tracce biologiche sulle armi. Saranno compiute indagini approfondite anche sul numero dei lotti dei proiettili.

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