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Lunedì 20 Novembre 2017 | 16:39

I 4mila esuberi

Ilva, terminato lo sciopero
Mittal: lavoro, nostra priorità

L'ad Europa del colosso che ha rilevato il siderurgico a Cernobbio parla delle strategia sul siderurgico di Taranto

Ilva, terminato lo scioperoMittal: lavoro, nostra priorità

E’ terminato alle 7 di questa mattina lo sciopero di 24 ore all’Ilva di Taranto proclamato da Fim, Fiom, Uilm e Usb contro gli esuberi (4mila) annunciati da Am Investco e il peggioramento dei livelli retributivi. La trattativa sul piano è stata interrotta ieri dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che ha ritenuto la proposta dell’acquirente irricevibile. Secondo le organizzazioni sindacali, è stata altissima l’adesione dei lavoratori allo sciopero. Questa mattina è in programma nello stabilimento di Taranto il Consiglio di fabbrica per valutare ulteriori iniziative.

La riunione, secondo fonti sindacali, è stata momentaneamente sospesa perchè è intervenuto il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci per parlare con i segretari generali delle organizzazioni sindacali presenti. Secondo Fim, Fiom, Uilm e Usb, «al di là delle rassicurazioni fornite dal governo, non è possibile discutere esclusivamente delle forme di garanzia e di salario, escludendo le questioni occupazionale, sanitaria e di rilancio del sito di Taranto mediante opportuni investimenti».

Intanto, a Cernobbio, l’Ad Europa di Mittal, Aditya Mittal ha detto che «La sfida di gestire Ilva non è facile, ma sono giovane e sono qui per rimanere a lungo termine». Mittal ha spiegato che l’azienda che il suo gruppo controlla all’85% «ha sofferto moltissimo negli ultimi anni dal punto di vista della produzione e ha sofferto la comunità per negligenze ambientali, noi vogliamo migliorare queste condizioni».

L’Ilva è «tra le acciaierie in Europa con la posizione migliore» è con «un porto di altissima qualità», che ha una «connessione marittima diretta con il Porto di Genova» è con una «ubicazione ideale». Lo ha detto al Forun Conftrasporto di Cernobbio l’amministratore delegato Europa di Mittal, titolare dell’85% di Ilva, Aditya Mittal. «Una delle cose che ci è piaciuta moltissimo dell’Ilva è questo porto, che ci permetterà di ridurre ulteriormente i costi di trasporto». «Trasporti, logistica e acciaieria - ha aggiunto- viaggiano di pari passo e in Sudafrica, dove abbiamo difficoltà nella logistica, le nostre acciaierie non vanno bene e noi non siamo in grado di investire». Mittal intende occuparsi "seriamente» di lavoro all’Ilva. Occorre gestire correttamente il rapporto con tutti gli stakeholder», termine che indica gli azionisti, i fornitori, i dipendenti e i cittadini residenti nel territorio, ha aggiunto. «L'industria dell’acciaio è strategica ed è molto importante per una comunità - sottolinea - perché ha un impatto sull'ambiente e sull'occupazione molto rilevante e noi ci prendiamo questa responsabilità molto seriamente».

REGIONE: CHIEDIAMO AMMISSIONE A TAVOLO MISE - «Noi saremo al fianco dei lavoratori, delle loro famiglie e delle rappresentanze sindacali, con l'auspicio di essere ammessi al tavolo Mise sospeso ieri dal Ministro Calenda, insieme con le altre Regioni coinvolte nella vertenza Ilva». Lo afferma in una nota l’assessore al Lavoro della Regione Puglia, Sebastiano Leo, all’indomani dell’annullamento del tavolo ministeriale sull'Ilva.

«Non accetteremo che un solo posto venga perso - afferma ancora - Non consentiremo in alcun modo che la dignità del lavoro sia oltraggiata. Continueremo a chiedere con forza garanzie certe lo dobbiamo a Taranto e ai pugliesi che hanno pagato fin qui il prezzo della presenza del siderurgico ed ai quali non si può chiedere oggi di fare ulteriori, inammissibili, sacrifici». «Fin dall’avvio delle procedure di vendita di Ilva - prosegue la nota - avevamo espresso tutte le nostre perplessità sulla scelta della proposta di Am Investco Italy: tanto per il piano industriale presentato, quanto rispetto alle criticità nella bonifica ambientale dell’area, poiché avevamo auspicato che fosse lanciato un piano di decarbonizzazione».

«La salvaguardia della piena occupazione nel medio e lungo periodo, in una città che ha bisogno di attenzione e cura come Taranto è un bisogno irrinunciabile». Bene ha fatto il Ministro Calenda a giudicare irricevibile un piano che non dia garanzie rispetto a impegni che erano già stati assunti da Am Investco. Ritengo - dice ancora l’assessore Leo - che il Governo debba dare una risposta chiara al grido di dolore della città di Taranto e della Puglia e mi auguro che sappia mediare in questa fase di trattative sindacali per garantire la piena occupazione dei lavoratori del siderurgico».

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