brindisino ex udc

Morte cerebrale per Mimmo Mele
nella bufera per cocaina ed escort
Per sua volontà donati gli organi

Mimmo Mele

Mimmo Mele

BRINDISI - Un malore improvviso, nel cuore della notte: l’ultimo atto per l’ex parlamentare dell’Udc Mimmo Mele, ricoverato d’urgenza in ospedale dove poi è stata dichiarata la sua morte cerebrale, è stato un gesto di generosità da lui stesso deciso in vita. Il politico che finì nella bufera nel 2007 per aver trascorso una notte a base di cocaina con due escort, aveva dato l’assenso alla donazione degli organi, non è stato necessario chiedere il consenso ai familiari.
Mele, 60 anni, aveva lasciato la politica nel 2015 e si era ritirato a vita privata. Era stato sindaco della sua Carovigno (Brindisi). Perennemente sotto i riflettori, stremato dalle polemiche e dalla rievocazione continua delle sue vicende passate, come lui stesso ricordava, aveva deciso di dimettersi dalla carica di primo cittadino per tornare a occuparsi della sua impresa di famiglia.

Nella tarda serata di ieri la richiesta di soccorso. L’ex politico è stato trasportato d’urgenza prima all’ospedale di Ostuni, poi trasferito al Perrino di Brindisi dove ne è stata dichiarata la morte cerebrale. Il protocollo per giungere al prelievo degli organi prevede alcuni passaggi obbligati, tra cui qualche ora di osservazione.
Cosimo Mele, detto Mimmo, si era lasciato alle spalle tutte le vicende giudiziarie che lo avevano riguardato, uscendone indenne. Nel 1999 era stato arrestato in una vicenda che trattava di presunta concussione e che lo riguardava in quanto vicesindaco di Carovigno. Era stato assolto da alcune accuse, prescritto il resto dopo la riqualificazione delle contestazioni più gravi in ipotesi più lievi.

Nel 2007 era deputato dell’Udc quando fu costretto ad ammettere di aver trascorso, in un hotel di via Veneto a Roma, la notte con due escort. Una delle due si era sentita male ed era stata ricoverata in ospedale. La procura della Capitale avviò una inchiesta per omissione di soccorso e per cessione di cocaina. Per il primo reato vi fu archiviazione. Per gli altri capi di imputazione, dopo un processo lungo otto anni, il giudice monocratico si è pronunciato con una sentenza di assoluzione e prescrizione. Mele aveva impugnato la decisione del Tribunale, puntando al massimo risultato: l’assoluzione da tutto. Dopo quella vicenda si era dimesso dal partito, ma non dalla Camera. Nel 2009 si era candidato alle provinciali con il movimento Alleanza di centro, senza riuscire ad essere eletto. Nel 2013 era diventato sindaco di Carovigno: «il mio riscatto», dichiarò all’epoca.
La notizia su Mele ha fatto presto il giro dei social: cariche politiche, vecchi amici, perfino i nemici politici di un tempo, hanno scritto qualche riga su facebook per omaggiare l’ex parlamentare, consigliere regionale e sindaco del brindisino: per tutti «un uomo di grande generosità». 

La Gazzetta del Mezzogiorno.it