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Domenica 22 Ottobre 2017 | 03:00

Di Marconia

E' un lucano lo studente
più buono d'Italia:
assiste amico distrofico

Il 17enne Nicola Zaffarese frequenta il liceo scientifico di Bernalda e vive a Matera

E' un lucano lo studentepiù buono d'Italia:assiste amico distrofico

BERNALDA (MATERA) - L'alunno più buono d'Italia è un lucano. Ha 17 anni e si chiama Nicola Zaffarese. Vive a Marconia (Matera) e frequenta il Liceo scientifico «Matteo Parisi» di Bernalda (Matera) con ottimo profitto e, soprattutto, prendendosi cura del suo compagno di classe, Roberto, affetto da distrofia muscolare. Proprio per questa sua attenzione nei confronti dello sfortunato amico è stato segnalato al premio nazionale «Ignazio Salvo» giunto alla trentacinquesima edizione. La segnalazione alla giuria è arrivata dall’insegnante di sostegno di Roberto, la prof. Arianna Carbone, che d’intesa con il dirigente scolastico Giosué Ferruzzi, ha citato l’esempio di Nicola, «meritevole di un riconoscimento a livello nazionale».

Il ragazzo, che riceverà il premio giovedì prossimo nella sua stessa scuola, si dice orgoglioso: «Mi fa piacere, non lo nascondo. Aiuto Roberto ogni giorno e per me non è certo un sacrificio. È un amico a cui voglio bene».

Il dirigente Ferruzzi elogia il ragazzo: «Credo molto nei giovani, ho fiducia in loro. L’impegno di Nicola testimonia che c’è del buono nelle nuove generazioni. Lui, in particolare, merita questo riconoscimento e sono orgoglioso di averlo nella mia scuola. È un esempio per tutti nell’ottica di una convivenza civile e del rispetto delle regole. Rispetto – aggiunge Ferruzzi – significa vivere con gli altri in armonia e serenità. Nicola è molto più maturo dei suoi 17 anni».

Nicola è cresciuto in fretta, dovendo badare i suoi tre fratelli più piccoli, con il padre che per lavoro s’imbarca sulle navi e si assenta per diversi giorni, e la madre che ha lasciato da tempo la sua famiglia. «In più – aggiunge il dirigente scolastico – vive anche il problema del trasferimento quotidiano da Marconia a Bernalda. Non è molto distante, è vero, ma è comunque un disagio dover viaggiare ogni mattina».

Il premio nasce in memoria di Ignazio Salvo, un alunno del Collegio Nazareno, storica scuola di Roma dei Padri Scolopi, colpito da distrofia muscolare progressiva e perciò costretto a dipendere in tutto dagli altri. Fu uno studente modello fino a 19 anni, quando la malattia lo strappò agli affetti dei parenti e degli amici. I genitori hanno voluto perpetuare il suo ricordo istituendo il premio nazionale. [ma.bra.]

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