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Venerdì 24 Novembre 2017 | 16:04

A Taranto

«Riciclavano» a nero
olii reflui del lavaggio
navi: scoperta evasione

Danno di circa un milione di euro, sottratti al controllo 7mila tonnellate di acque di sentina reimpiegate come combustibile energetico

«Riciclavano» a neroolii reflui del lavaggio navi: scoperta evasione

Militari della Sezione operativa navale di Taranto della Guardia di finanza e funzionari dell’Area verifiche e controlli dell’ufficio delle Dogane hanno scoperto un sistema di frode mediante il quale un’azienda locale aveva realizzato un’evasione di Accise e Iva di oltre un milione di euro, immettendo in consumo quasi 7.000 tonnellate di olio combustibile denso ricavato dalle acque di sentina e di lavaggio prelevate da navi dal 2013 a oggi.

L’azienda sottoposta a controllo, secondo gli inquirenti, aveva architettato una sofisticata forma di elusione, fondata sulla fittizia attribuzione della qualifica di «rifiuto» alla parte oleosa delle acque di sentina che, separata dall’acqua per naturale decantazione, veniva successivamente reimpiegata, di fatto, come un vero e proprio prodotto energetico, senza assolvere alcun obbligo tributario.

Nel periodo oggetto di controllo, migliaia di camion cisterna erano stati inviati presso diversi stabilimenti industriali che, a loro volta, reimpiegavano, per la produzione di calore, il prodotto energetico recuperato dalle acque di sentina. Sui formulari di identificazione dei rifiuti venivano indicati fittizi codici CER (Catalogo Europeo Rifiuti). Relativamente al periodo di imposta 2013/2017 è stata riscontrata su circa 7.000 tonnellate di prodotto energetico recuperato, l’evasione di Accise pari a circa 890mila euro, con Iva dovuta sulle stesse per 200mila euro. I legali rappresentanti dell’azienda sono stati denunciati per "sottrazione aggravata di prodotti energetici all’accertamento o al pagamento della accisa» e per «detenzione di prodotti energetici ottenuti da fabbricazioni clandestine o da miscelazioni non autorizzate».

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