Domenica 22 Luglio 2018 | 06:54

operazione Polizia e gdf

Doping a Foggia: 4 arresti
per la morte di un bodybuilder

Doping, culturista morto a Foggia«Si iniettò farmaco nella gamba»

Giovanni Racano

FOGGIA - È di quattro arresti l'operazione da parte della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza di Foggia, a seguito di indagini avviate dopo la tragica morte di Giovanni Racano, giovane bodybuilder foggiano, deceduto il 17 aprile 2016. I quattro soggetti arrestati nel corso dell’operazione 'Spartacus' sono ritenuti responsabili di violazione della normativa anti doping, in particolare del reato di commercio di farmaci attraverso canali diversi dalle farmacie aperte al pubblico. 

Giovanni Racano, 30 anni, foggiano, morì lo scorso 17 aprile all'ospedale S. Paolo di Bari dopo una settimana di coma farmacologico. I parenti denunciarono che aveva acquistato attraverso internet e si era iniettato un farmaco dopante per il controllo dell'ansia e che dopo averlo utilizzato, attraverso una puntura, si sarebbe gonfiata a dismisura una delle due gambe. 

SEQUESTRATI FARMACI - Nel corso delle indagini che hanno portato all’arresto di quattro persone per la morte, avvenuta il 17 aprile 2016, del bodybuilder Giovanni Racano, poliziotti e finanzieri di Foggia hanno sequestrato più di 1.500 confezioni di farmaci dopanti di provenienza illecita.

GLI ARRESTATI - Le misure cautelari, eseguite stamani nell’ambito di un’attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, sono a carico di tre foggiani, Maurizio Caricchia, 48enne, Domenico Bruno di 29 anni e Gianfranco Abazia di 37 anni, e di un giovane di Manfredonia (Foggia), Jonata Rinaldi di 26 anni.
Durante l’inchiesta gli investigatori hanno individuato alcuni luoghi in cui i quattro nascondevano i farmaci dopanti per la commercializzazione, e arrestato altre due persone. Il 4 maggio 2016 era stato arrestato Claudio Imperio perché, durante una perquisizione, erano stati rinvenuti numerosi farmaci di natura dopante e constatato l’utilizzo e la somministrazione delle stesse sostanze in un immobile di sua proprietà, in via Polare. Nel prosieguo delle indagini, il 10 giugno 2016 era stato arrestato Vincenzo Dattoli, titolare di due palestre a Cassano allo Ionio (Cosenza), dove presumibilmente Caricchia andava a rifornirsi di farmaci dopanti. Anche in quel caso nelle palestre erano stati trovati e sequestrati numerosi farmaci dopanti di provenienza illecita. Lo stesso Caricchia, secondo quanto appurato dagli investigatori, utilizzava un garage in via Ruggiero Grieco, di proprietà del fratello, per occultare in appositi cartoni numerosi farmaci di natura dopante.
Stessa situazione per Domenico Bruno che, in un locale interrato in via Natola, di proprietà del padre, nascondeva un gran numero di confezioni di farmaci dopanti illegali, anche queste sequestrate. Le perquisizioni eseguite a carico di Gianfranco Abazia e Jonata Rinaldi, nelle rispettive abitazioni e palestre, hanno consentito di individuare altri farmaci dopanti. 

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