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Sabato 21 Ottobre 2017 | 17:56

nel brindisino

Bomba a casa di imprenditore
è imputato per corruzione

polizia

BRINDISI - Un ordigno, molto probabilmente di fattura artigianale e di basso potenziale, è stato fatto esplodere nella serata di ieri, attorno alle 23, davanti all’abitazione dell’imprenditore del settore rifiuti, Luca Screti, a San Pietro Vernotico (Brindisi). 

Danni lievi al muro esterno della villetta, nei pressi del cancello di ingresso. Screti è l’ex amministratore della società 'Nubile' e affronta oggi al tribunale di Brindisi l’udienza preliminare in cui si valuterà la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura per lui e per l’ex sindaco Pd di Brindisi, Mimmo Consales e altre tre persone.

Le accuse per entrambi sono di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio in relazione alla presunta tangente da 30 mila euro versata a Consales (che ritiene sia stata invece un finanziamento elettorale incassato in ritardo) per consentire allo stesso di pagare in contanti un debito con Equitalia, e reati ambientali.

REGIONE E SEI COMUNI PARTI CIVILI - Il Comune di Brindisi, sei Comuni della provincia, la Regione Puglia, l’Agenzia regionale che si occupa di rifiuti e Legambiente si sono costituiti parte civile nell’udienza preliminare che si è celebrata questa mattina a carico dell’ex sindaco Pd di Brindisi, Cosimo Consales, l'imprenditore Luca Screti e altre tre persone a vario titolo imputate di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e reati ambientali. Alla vigilia dell’udienza, ieri verso le 23, un ordigno artigianale è stato fatto esplodere davanti all’ingresso dell’abitazione di Screti, a San Pietro Vernotico (Brindisi) e gli investigatori non escludono che possa esserci un nesso con il processo in corso. Quanto al procedimento, il legale di Consales, l’avvocato Massimo Manfreda, sta valutando di ricorrere a riti alternativi, mentre la difesa di Screti, sostenuta dall’avv. Vincenzo Farina, potrebbe pure chiedere l'ammissione al rito abbreviato.

L’udienza proseguirà il 3 ottobre prossimo, quando il gip Tea Verderosa scioglierà la riserva sulle opposizioni della difesa alle costituzioni di parte civile. L’accusa è sostenuta dal pm Giuseppe De Nozza che chiese e ottenne l’arresto di Screti e di Consales, oltre che di un commercialista, eseguiti il 6 febbraio 2016. Secondo quanto emerso dalle indagini della Digos di Brindisi, Screti avrebbe versato una tangente di 30mila euro a Consales che, in cambio, avrebbe consentito alla ditta dell’imprenditore, la Nubile, con atti amministrativi irregolari, di condurre l’impianto di biostabilizzazione dei rifiuti di Brindisi, dove confluivano i rifiuti di tutti i centri della provincia.

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