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Lunedì 18 Dicembre 2017 | 04:19

inquinamento in basilicata

«Nella valle del petrolio
ci si ammala di più»

Presentato il dossier sullo stato di salute dei lucani. I cittadini: «Subito la chiusura del Cova in attesa della bonifica»

no petrolio

di PINO PERCIANTE

VIGGIANO - Sala piena, ieri sera, nell’hotel dell’Arpa a Viggiano. Sono stati presentati i dettagli della «Vis», la Valutazione di impatto sanitario sulle popolazioni di Viggiano e Grumento Nova, i due comuni più vicini all’area dove sorge il Centro olio dell’Eni. Dopo le anticipazioni dei risultati da parte degli organi di informazione, le polemiche su chi sapesse o meno, le audizioni dei soggetti interessati, ieri sera, lo studio è stato, finalmente, presentato nella sua interezza.

A disegnare il quadro completo è stato il capo del progetto scientifico della «Vis», il professor Fabrizio Bianchi, dirigente di ricerca e responsabile dell’unità di epidemiologia ambientale dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche. È stato proprio lui il principale relatore della presentazione pubblica della ricerca completa, circa 600 pagine (allegati compresi), sul rapporto ambiente - salute tra le popolazioni dei comuni di Viggiano e Grumento Nova. Ma l’incidenza relativa a mortalità e patologie - come sottolineato dallo stesso Bianchi - riguarda anche i centri di Montemurro e Corleto Perticara.

Un progetto definito la prima vera indagine epidemiologica in Val d’Agri, iniziato nel 2014 e cofinanziato per il 60 per cento dai due Comuni e per il 40 dagli enti di ricerca, tra cui anche l’Università di Bari e il servizio sanitario della Regione Lazio. Bianchi ha spiegato le ragioni alla base della ricerca e i relativi obiettivi facendo chiarezza sulle conclusioni dello studio che stanno suscitando non poche polemiche in questi giorni. La platea ascolta con grande attenzione.

Per la precisione, la valutazione di impatto sulla salute indica per gli uomini una mortalità per tutte le cause del 14 per cento più alta rispetto al dato regionale, mentre le donne muoiono il 20% in più per malattie del sistema circolatorio rispetto al dato regionale. Si rilevano anche alcuni eccessi di mortalità per tumori allo stomaco e ai polmoni. Rispetto ai venti comuni della Val d’Agri, poi, le donne di Grumento e Viggiano presentano una mortalità superiore del 19% e del 32% per il sistema circolatorio. Sempre per le donne i decessi fanno segnare un più 63 per cento per malattie del sistema respiratorio (46 decessi).

Per quanto riguarda l’ospedalizzazione, crescono i ricoveri per le malattie circolatorie (+ 41 per cento), per le malattie ischemiche (+ 80 per cento) e per quelle respiratorie (+48 per cento).

Bianchi ha dunque confermato quanto già anticipato la scorsa settimana in video conferenza al presidente Marcello Pittella. Nel 2015 Anche uno studio dell’Istituto superiore della Sanità sui decessi e i ricoveri nel periodo 2005 – 2010, in 20 comuni della Val d’Agri, registrava un eccesso di mortalità, sia per i maschi sia per le donne, per tumori maligni allo stomaco, infarti e malattie dei sistemi respiratorio e digerente.

Il cuore della Vis è lo studio fatto sull’intera popolazione dei due comuni. Lo studio mostra che per diverse malattie prese in esame, all’aumentare delle esposizioni alle emissioni del Centro olio, aumenta il rischio di morte o di ricovero. «I risultati mostrano - si legge nella relazione di 200 pagine - che le cause di decesso e di ricovero per le malattie cardiovascolari e respiratorie sono significativamente associate all’esposizione definita dallo studio. Questi risultati confermano quanto emerge dalla letteratura scientifica che riporta prove sufficienti per attribuire un ruolo causale ad inquinanti atmosferici, tra cui quelli presi in considerazione nello studio Vis (ossido e diossido di azoto, anidride solforosa e acido solfidrico)».

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