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Giovedì 14 Dicembre 2017 | 01:48

vandali nel salento

Ulivi con la xylella
danneggiati innesti
Coldiretti: atto vile

innesti xylella danneggiati

Innesto contro la xylella danneggiato

PRESICCE (LECCE) - Parte degli innesti compiuti nei campi sperimentali in Salento sugli ulivi attaccati dal batterio della Xylella fastidiosa, sono stati distrutti. Lo denuncia il presidente del Consorzio Dop Terra d’Otranto, Giovanni Melcarne, che parla di «un crimine contro la scienza e contro il Salento, un grave atto vandalico e intimidatorio che rischia di compromettere il lavoro di sperimentazione avviato nell’aprile 2016». Melcarne accusa la politica di essere «responsabile di questo clima complottistico e anti scientifico». La scoperta dell’atto vandalico è avvenuta questa mattina.

Gli innesti strappati si trovano a Presicce, all’interno di uno dei tre campi sperimentali realizzati nel Sud Salento. Si tratta di campi in cui sono stati realizzati circa cinquemila innesti con circa 270 cultivar, con lo scopo di validare scientificamente la tecnica di innesto di pianta resistente su pianta secolare affetta da Xylella. «Questa, oggi - evidenzia Melcarne - rappresenta la più promettente linea di ricerca per la salvaguardia degli ulivi monumentali».
Gli innesti sono finanziati con risorse proprie dallo stesso presidente proprietario dei campi e sono sotto il controllo scientifico dell’IPSP-CNR-BARI e di altri istituti di ricerca. Sono in corso verifiche su tutti gli alberi, al fine di valutare l’effettivo danno causato ai campi sperimentali. Intanto è stata presentata una denuncia ai Carabinieri.

COLDIRETTI: UN ATTO VILE - «Un vile e vergognoso atto criminale che dimostra quanto i quattro anni di Xylella fastidiosa in provincia di Lecce abbiano profondamente minato non solo gli alberi e l’ambiente, ma anche gli animi»: è il commento del presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla notizia della distruzione del campo sperimentale di Presicce.
«Non aver avuto - dice - una linea univoca e responsabile sia sul fronte politico che sul fronte della ricerca, ma aver perso tempo e speranze dietro tesi complottiste, battaglie di retroguardia, mutevoli all’occorrenza e atteggiamenti schizofrenici, ha alimentato guerre intestine e atti di ingiustificabile aggressività e violenza». «Auspichiamo - conclude - che le forze dell’ordine facciano subito chiarezza, perché la certosina opera di distruzione degli innesti nel campo sperimentale di Giovanni Melcarne, a cui daremo tutto il sostegno possibile affinché possa continuare il percorso di ricerca condotto a sue totali spese ma di cui, poi, avrebbero beneficiato tutti, non può essere minimizzato alla stregua di un atto vandalico». 

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