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Venerdì 15 Dicembre 2017 | 22:41

Il sindaco ha accolto il feretro

Camera ardente a Specchia
alle 16 i funerali di Noemi

La salma di Noemi torna a specchia

Madre, sorella e padre di Noemi davanti al feretro di Noemi

SPECCHIA (LECCE) - Disperazione, strazio di una intera comunità, dolore, incredulità, e tanta rabbia, ma l'odio no. E’ stata la mamma di Noemi a tentare di tenere fuori della chiesa di Specchia, gremita per i funerali di sua figlia uccisa dal fidanzato, il sentimento più distruttivo che si possa provare dinanzi al feretro bianco di una sedicenne.
Lo ha fatto dall’altare rivolgendosi ai giovani dopo giorni di accuse e tensioni incrociate tra le famiglie coinvolte nella vicenda: «Non voglio odio - ha detto - perché l’odio porta solo violenza». «Vi chiedo - ha aggiunto - se avete problemi, venite a casa di Noemi e parlate, la porta sarà sempre aperta per ascoltarvi». Parole che hanno fatto esplodere la commozione trattenuta fino ad allora a stento nella chiesa e sul sagrato dove centinaia di persone si sono fermate non riuscendo ad entrare. E che hanno rilanciato l’appello rivolto dal vescovo di Ugento, mons. Vito Angiuli, che nella omelia si è rivolto anche lui ai giovani invitandoli a «non rifugiarsi nella solitudine del loro mondo, ma ad aprire i loro cuori e confidarsi».

Un appello diretto al mondo di adolescenti in cui è maturata questa tragedia e a Lucio, il diciassettenne che il 13 settembre scorso, dopo dieci giorni di ricerche, ha confessato di avere ucciso Noemi e di averla nascosta sotto una catasta di pietre in campagna. «Noemi, cercavi l’amore e hai trovato la morte», ha detto il vescovo, esprimendo comprensione per lo strazio della famiglia ma invitandola a «tenere a freno rancore e amarezza, nutrendo sentimenti di astio e risentimento nei riguardi di chi ha portato via troppo presto vostra figlia». Mons. Angiuli si è anche interrogato sulle cause che hanno portato a questa tragedia e ha invitato tutti a riflettere «perché - ha detto - ciò che è accaduto a Noemi potrebbe accadere ad altre ragazze e ad altre famiglie. Anzi, accade sempre più spesso».
All’ingresso e all’uscita dalla chiesa ali di folla hanno accompagnato con applausi il passaggio della bara bianca di Noemi. L’ultimo corteo, all’uscita dalla chiesa, è stato preceduto dalle note della canzone di Ermal Meta 'Vietato Morire' e dal lancio di palloncini bianchi.

La fine del funerale e la tumulazione, che avverrà domani, non mettono la parola fine sulla vicenda perché, dal punto di vista investigativo sono ancora molti i quesiti da chiarire. L'autopsia, infatti, eseguita ieri, non ha chiarito del tutto le modalità dell’uccisione di Noemi accertando comunque che la morte è stata provocata da lesioni multiple sul collo e sulla testa provocate da oggetti di varia natura. Non si sa ancora quale sia l’arma usata e questo è importante per capire se il presunto assassino abbia detto la verità quando ha confessato di avere accoltellato la ragazza e di avere agito da solo. Il coltello non è stato trovato, e gli investigatori sospettano che qualcuno lo abbia aiutato. Per questo è indagato anche il padre del ragazzo, accusato al momento di sequestro di persona e occultamento di cadavere. Più chiarezza arriverà dagli esiti di altri esami e dalla comparazione di eventuali tracce di Dna di altre persone che potrebbero essere entrate in contatto con la ragazza primo o dopo la morte.
Oggi, mentre Lucio veniva trasferito dall’Istituto minorile penale di Bari a quello di Quartucciu (Cagliari) dove sarà anche sottoposto a cure mediche, a Specchia la comunità sconvolta tentava di reagire: un gruppo di cittadini ha avviato una raccolta fondi per creare un centro anti-violenza e di aiuto alle persone che vivono disagi e difficoltà. A rappresentarli è Agnese Maisto, una delle insegnati di Noemi. (di Paola Laforgia, ANSA)  

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