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Martedì 24 Ottobre 2017 | 04:16

agroalimentare

Una filiera per i legumi
al via progetto in Puglia

filiera legumi

GRAVINA IN PUGLIA (BARI) - Valorizzare l'economia agricola locale e puntare all’autosufficienza sostenibile delle materie prime, con una produzione proveniente interamente dal territorio di Puglia e Basilicata. E’ questo il progetto di Andriani S.p.A., azienda pugliese con sede in Gravina in Puglia, che svolge la propria attività nel settore dell’Innovation food, specializzata nella produzione di pasta senza glutine innovativa a base di legumi, mais, quinoa, grano saraceno e altre materie prime alternative. Il gruppo pugliese punta - rende noto un comunicato - a creare una Filiera controllata per i Legumi (lenticchie, ceci, piselli) adatta a consentire alle imprese agricole del territorio (20 quelle attualmente coinvolte), ad ottimizzare i disciplinari di coltivazione, sia in produzione integrata che biologica, e ad allinearsi a criteri di produzione sostenibile.

L’idea, concretizzatasi nei primi mesi del 2017, nasce da esigenze pratiche in agricoltura: salvaguardare il suolo e l'ambiente, garantire la sicurezza alimentare e la qualità, incrementare la profittabilità di tutti gli operatori della filiera alimentare del territorio pugliese e lucano.
Partner del progetto è Horta S.r.l., spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che fornisce consulenza e servizi nel campo delle produzioni vegetali, finalizzati ad accrescere la competitività delle imprese agricole e agro-alimentari. La spin-off universitario ha messo a punto l’utilizzo di strumenti e servizi informatici per il supporto alle decisioni (legumi.net©) in grado di dare indicazioni operative fruibili dalle aziende agricole circa la tecnica di coltivazione, e consentire di misurare in maniera semplice e completa la sostenibilità dei processi produttivi.

«La collaborazione tra industria, ricerca universitaria e mondo agricolo rappresenta, per tutto il territorio dell’Alta Murgia, la sfida nei prossimi anni del tessuto economico che guarda ad un futuro più sostenibile ribadendo così il proprio ruolo primario nell’agroalimentare italiano», ha commentato Michele Andriani, presidente di Andriani S.p.A. «Dopo un periodo sperimentale di 3 anni le aziende trasferiranno le conoscenze agli agricoltori, tramite dei disciplinari di produzione semplificati. Insieme ai nostri partners puntiamo entro il 2020 a coinvolgere agricoltori per una superficie minima di 8.000 ettari, a ridurre del 20% le emissioni di CO2, ad aumentare del 20% le rese in campo e la profittabilità per gli agricoltori di un ulteriore 20%"», conclude Andriani.

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