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Sabato 16 Dicembre 2017 | 11:52

minori

Film pedo-porno via web
lucano di 56 anni a processo

Il file «mpg» condiviso col programma e-mule. L'accusa: «Era consapevole»

Film pedo-porno via web lucano di 56 anni a processo

Giovanni Rivelli

Utilizzava «il mulo» per distribuire immagini pornografiche di minorenni su internet. È accusato di detenzione di materiale pedo-pornografico e di averlo distribuito sul web un 56enne di Venosa, Michele Solenne, incappato in un’inchiesta partita dalla Germania e condotta dalla Polizia postale in Italia, come spesso avviene per reati di internet, tra centri fisicamente distanti.

A lui gli agenti sono giunti dopo aver individuato un flusso informatico con cui venivano scambiate immagini attraverso il programma «E-Mule» (tecnicamente edonkey2000mule) normalmente utilizzato per condividere, filmati o musica e contraddistinto dalla innocente icona di un mulo che figuratamente, trasporta i file da un computer all’altro.

Dopo aver individuato il giro di immagini gli investigatori sono giunti a un indirizzo Ip che corrispondeva a una «chiavetta internet» della Tim intestata a Solenne. Sono così intervenuti anche con una perquisizione, effettuata a novembre del 2013.

La contestazione, in particolare, riguarda un file mpg (ossia un filmato) denominato con un significativo valore univoco (l’insieme di caratteri che lo indicizza) «Homemade Orgy Fuck (B) pedosex hussyfan childover preteen younggirlssec» che se nei suoi termini (da sesso pedofilo a preadolescente tralasciando i più scabrosi) rendeva facile la ricerca ai perversi ma anche l’individuazione ai «cacciatori di pedofili on line» tra le forze dell’ordine.

Anche per questo l’accusa è che diffondeva questo materiale on line dopo che «consapevolmente deteneva materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto». Materiale alla cui realizzazione, va comunque specificato, era totalmente estraneo, ma che sarebbe rimasto in condivisione per almeno 9 mesi prima di venire sequestrato.

Accuse, rappresentate dal pm Antonio Natale, da cui l’uomo, difeso dall’avvocato Luigi Angelucci, dovrà ora difendersi nel processo partito ieri davanti al collegio penale di Potenza presieduto da Rosario Baglioni e composto da Rosa Maria Verrastro e Marina Rizzo.

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