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Domenica 24 Settembre 2017 | 23:18

lavoro

Bari, ausiliari in sciopero
alla clinica Santa Maria

Braccio di ferro contro il licenziamento collettivo di 46 ausiliari specializzati, tutti quelli oggi in servizio presso la clinica del gruppo GVM

clinica Santa Maria a bari

di ENRICA D'ACCIO'

BARI - Mancato accordo, si va allo sciopero. Il 26 settembre, il personale della Santa Maria Hospital incrocerà le braccia per dire no al licenziamento di 46 ausiliari specializzati, tutti quelli oggi in servizio presso la clinica del gruppo GVM, raggiunti il mese scorso da una lettera di licenziamento collettivo. La trattativa sindacale, portata avanti in quest’ultimo mese da Fp Cgil, Fp Cisl, UilFlp, Fials e Usppi, non ha dato gli esiti sperati e, nel corso dell’ultimo incontro con l’azienda, è stato sottoscritto il mancato accordo.

Il gruppo GVM, che gestisce in tutt’Europa più di 40 fra cliniche, ospedali e residenze socio-sanitarie, fra cui, l’Anthea hospital a Bari e Villa Lucia Hospital a Conversano, intende licenziare per appianare passività di bilancio, assicurando, però, il mantenimento dei livelli occupazionali. I manager dell’azienda hanno già fatto sapere ai lavoratori prossimi al licenziamento di aver stretto un accordo con l’azienda esterna a cui sarà affidato il servizio di ausiliariato della Santa Maria Hospital. Si tratta, a quanto pare, di un’azienda interna al gruppo stesso.

L’accordo prevede l’assunzione in blocco di tutti i 46 ausiliari specializzati, ma i lavoratori temono che il passaggio comporti un diverso, e peggiorativo, inquadramento contrattuale e una busta paga più leggera.

L’operazione, a detta dei sindacati, è di fatto una cessione di ramo d’azienda e, pertanto, dovrebbe prevede diverse e maggiori tutele per i lavoratori. Non solo. I sindacati contestano anche l’intera operazione di esternalizzazione del servizio: a loro dire, l’ausiliariato specializzato e le mansioni svolte dai 46 lavoratori rientrano nel business principale dell’azienda e, pertanto, non possono essere affidate ad aziende esterne. Procedura giudicata illegittima, dunque, e scontro aperto con l’azienda.

Al tavolo del confronto sindacale, il gruppo GVM ha ribadito la legittimità dell’operazione e l’intenzione di procedere con il licenziamento. Di qui, la proclamazione dello sciopero, a firma di Fp Cgil, Fp Csil e Uilflp. «Resteremo al fianco dei lavoratori – commenta a riguardo Domenico Ficco, Fp Cgil – e richiediamo l’intervento diretto del presidente della Regione Michele Emiliano per la sospensione del licenziamento collettivo. Nel frattempo richiediamo alla regione di rivedere i regolamenti regionali sugli accreditamenti delle strutture sanitarie che, oggi, non prevedono l’obbligo di inserire operatori socio sanitari. La quasi totalità dei 46 lavoratori ha conseguito la qualifica di operatore socio-sanitario con un corso di riqualificazione del personale finanziato dalla Regione Puglia e adesso, una delle strutture sanitarie accreditate dalla stessa regione decide di fare a meno degli operatori socio-sanitari. Il tutto, poi, alla vigilia di un nuovo corso di formazione per la medesima qualifica professionale».

Più morbida la posizione di Nicola Brescia, segretario regionale dell’Usppi, sindacato che non aderirà allo sciopero. «La trattativa si sposta ora sul tavolo dell’Ufficio provinciale del lavoro. Cercheremo il dialogo fino all’ultimo. Puntiamo ad un accordo blindato, che assicuri il passaggio dei lavoratori da un’azienda all’altra alle stesse condizioni contrattuali ed economiche».

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