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Domenica 19 Novembre 2017 | 20:59

Petrolio lucano

Tempa Rossa, slitta il via
e per 3 anni servono i Tir

Le strutture per il carico non saranno pronte prima dell'estate

Tempa Rossa, slitta il via e per 3 anni servono i Tir

Pino Perciante

Corleto Perticara Ufficialmente la Total non si pronuncia, ma è chiaro che appare difficile l’avvio della produzione nel Centro olio di Tempa Rossa entro il 31 dicembre di quest’anno, data inizialmente indicata per l’entrata in funzione dell’impianto. Infatti, a pagina 15 della sintesi non tecnica del progetto presentato al Ministero dal colosso francese per trasportare il petrolio in autobotte, si legge che per la realizzazione delle 12 baie di carico per le autocisterne e delle due condotte interrate di collegamento si prevedono 28 settimane, vale a dire sette mesi, dall’inizio dei lavori. Quindi, se anche i tempi dovessero essere rispettati, non se ne parla prima della prossima estate, ipotizzando entro fine anno l’inizio dei lavori che sono ancora nella fase di valutazione di impatto sul territorio.

Si fa sempre più concreto il rischio di avere nel secondo giacimento petrolifero lucano gli impianti finiti e pronti a produrre ma con l’impossibilità di farlo. La produzione dei 50 mila barili al giorno a Tempa Rossa è bloccata, come è noto, perché la Regione Puglia e il Comune di Taranto si sono messi di traverso negando l’autorizzazione all’ampliamento della raffineria del capoluogo Ionico che nel progetto originario doveva ricevere il greggio estratto a Tempa Rossa tramite l’oleodotto Viggiano-Taranto. La Total ha così deciso di correre ai ripari studiando una soluzione alternativa per by passare l’opposizione della Puglia e iniziare a sfruttare i pozzi. La compagnia petrolifera francese ha approntato un piano B per portare nella Marche, alla raffineria di Falconara Marittima, e a Roma, alla raffineria di Malagrotta, il greggio estratto da Tempa Rossa e che non arriverà più a Taranto. Si parla di 165 autobotti che partirebbero da Corleto Perticara tra le 7 del mattino e le 17 percorrendo circa 4 mila km al giorno tra andata e ritorno. Un progetto che sarà in vigore «in via transitoria», si legge nel progetto, fintanto che non si ottengono le autorizzazioni per i lavori alla raffineria di Taranto che renderanno possibile il trasferimento del greggio stabilizzato dal Centro olio di Tempa Rossa.

Tuttavia, anche se arrivasse il via libera dalla Puglia e l’autorizzazione per l’adeguamento della raffineria di Taranto per stoccare e movimentare il greggio in arrivo dalla Basilicata attraverso l’oleodotto Viggiano–Taranto, ci vorrebbero comunque circa tre anni per la realizzazione dei lavori. Lo si legge sempre a pagina 15 del progetto, laddove Total stima in 36 mesi dall’entrata in produzione del Centro olio di Tempa Rossa il periodo di indisponibilità della raffineria Eni di Taranto. Quindi anche ipotizzando l’avvio della produzione nei primi mesi del 2018 il petrolio dovrebbe essere trasporto via camion almeno fino al 2021. La durata della concessione di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi denominata Gorgoglione scade il 14 luglio 2023 (dopo la proroga di 10 anni della precedente scaduta il 14 luglio 2013).

Un progetto ponderato per ottimizzare al meglio l’utilizzo di risorse naturali, minimizzando i possibili impatti con l’ambiente, assicura Total illustrando i tragitti che dovranno percorrere le autobotti tra Corleto e Falconara Marittima e tra Corleto e Roma. Ma amministratori e cittadini della zona si sono subito dichiarati contrari al passaggio delle autobotti.

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