Cerca

Sabato 23 Settembre 2017 | 04:10

operazione a maglie

E nei pizzini spuntano
i nomi dei clienti
e i ricavi della droga

droga

di STEFANO LOPETRONE

Nomi in codice, la somma dei prestiti ed il totale dei crediti. Nei 20 pizzini in possesso di Carmela Magnolo e di Antonio Cianci – madre e figlio leader del gruppo soglianese collegato al clan Coluccia sgominato dall’operazione «Contatto» - è possibile intravedere una rudimentale contabilità delle attività di spaccio e usura. Con aperture di credito per tutte le tasche: da 375 a quasi 29mila euro. Quando i carabinieri della Compagnia di Maglie perquisiscono casa dei due esponenti di spicco della criminalità organizzata, in qui foglietti scritti a mano si conta un credito totale pari a quasi 120mila euro. Una cifra importante: per rientrare della somma, non saranno risparmiati metodi estorsivi, violenti e minacciosi.

Per esempio spesso si è imposto alle vittime di consegnare libretto di circolazione e chiavi delle proprie auto, a garanzia del debito. O ancora, ad un uomo che si era fatto prestare 18mila euro per l’acquisto di un’automobile e che non riusciva a rientrare del debito, Cianci non ha risparmiato una violenta aggressione: L’ho fermato in mezzo alla strada e l’ho sacramentato di botte, con sua moglie di fianco e i figli seduti dietro in macchina, è il racconto senza scrupoli che Cianci fa dell’episodio a sua madre. O ancora, si propone agli spacciatori indebitati di aprire dei prestiti per restituire il debito. Senza dimenticare le intimidazioni via sms ad un indebitato per oltre 12mila euro: Boss osci o me sistemi o te trasu intru casa nonnata e te scasciu a tie a fratuta e ci se mente mienzu osci ma dare li sordi pezzi te nfame... o se voi sciamu a li Kristiani pulce osci te spettu nanti Kasa vitimu quantu valiti. Un messaggio che può essere tradotto così: «Boss, oggi o mi paghi o entra dentro casa di tua nonna e picchio te e tuo fratello e chi si mette in mezzo. Oggi mi devi dare i soldi infame. O se vuoi andiamo da quelle persone anche oggi. Ti aspetto davanti casa. Vediamo quanto valete».

Tutto ha inizio il 9 luglio 2013, quando i carabinieri di Maglie decidono di controllare Cianci e il suo sodale Alexsander Ballarino. Dalla successiva perquisizione domiciliare in casa di Cianci e della madre verranno fuori i pizzini custoditi dalla donna e uno dal figlio, oltre ad un notevole quantitativo di droga. Sui bigliettini erano elencati, scritti a mano, nomi (soprattutto soprannomi) e importi. Tutti i nominativi sono stati poi identificati dalla polizia giudiziaria. Su alcuni biglietti sono indicate anche le date previste per la riscossione, in un altro il debito totale attribuito ad ogni nome. Da un pizzino emerge anche come Carmela Magnolo abbia contribuito in prima persona al recupero del credito.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione