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Lunedì 25 Settembre 2017 | 11:45

Marketing turistico

Prezzi da capogiro a Ostuni
2 caffè 4,50€; 2 aperitivi 43€

 Prezzi da capogiro a scapito del turismo

OSTUNI -OstuniCaffè <salati>, spritz pagati a caro prezzo; consumazioni care. Il conto dei turisti è così diventato l’occasione per una nuova polemica sui costi degli esercizi commerciali in Piazza della Libertà, sulla scalinata <Antelmi> e nei locali del centro storico.
Per 2 caffè sono stati richiesti 4 euro e 50 centesimi. Mentre per due spritz (tipico aperitivo veneziano a base di vino e acqua gassata o seltz con aggiunta di bitter, vermouth o altro liquore a scelta), il conto portato a dei turisti è stato di 14 euro. e che dire di due apertivi, ricchi per quanto mai, che sono costati a due inglesi 43 euro.
I prezzi troppo salati non sono andati giù a questi forestieri-turisti che si sono lamentati, oltre che dell’ammontare del conto, anche per essere stati presi alla sprovvista stante il fatto che i listini dei prezzi e dei menu non erano correttamente esposti, ben visibili o portati all’attenzione del cliente.
E non si può dire che a incidere sul prezzo sia stato in modo particolare l’<accompagnamento musicale> perchè questo - spesso - non c’era. Siamo di fronte, oltre che ad un vero e proprio costo sproporzionato, a un vero <affronto> verso il turismo che in maniera certosina, negli ultimi decenni, la città e gli imprenditori del settore hanno costruito. Le contestazioni ai proprietari e gestori da parte dei turisti, ha riguardato la non corretta segnalazione dei menu perchè il cliente possa avere la possibilità di decidere se fermarsi in un locale o sceglierne un altro più conveniente.
I prezzi troppo salati, infatti, non sono andati giù ad alcuni turisti e se il cliente trattato da <pollo> diffonde la voce tra i turisti e sui social che qui tutto é esageratamente e immoralmente caro, cioè venire qui è un <salasso>, il forestiero certamente non tornerà.
I titolari dei locali non si sono scomposti più di tanto e hanno puntualizzato: <Ai turisti viene dato il listino nel quale sono indicati tutti i prezzi>.
Ma c’è limite a tutto così come è accaduto quest’estate dove si è visto un forestiero che si è seduto ad uno dei tavolini in piazza, ha ordinate dell’acqua e un caffè e poi dalla borsa ha uscito tutto quello che serviva per fare colazione incurante delle proteste del titolare dell’esercizio commerciale che rimproverava un eccesso di sfrontatezza nel consumare cibi che erano venduti nel bar.
A nessuno è dunque permesso, mettere a rischio l’ospitalità e la qualità dell’accoglienza e questa <denuncia> ha lo scopo di informare amministratori e responsabili di associazioni di categoria, addetti alla promozione e altro che il cliente <forestiero> in troppe circostanze (non tutte) si sente preso per il... collo . Chissà che una sorta di... politica “culturale” del commercio (corsi, conferenze, contrassegni “deontologici”) possa giovare all’immagine che, per colpa di una parte, non porti a far rimettere tutti gli operatori, soprattutto nel settore dei bar, pizzeria e pub.
La domanda che ci si pone è: <Davvero basta una location particolare o il fatto di essere in una località turistica rinomata com’è il centro storico di Ostuni, per giustificare un aumento della consumazione e una spesa che va molto oltre ilo valore del servizio ricevuto? Insomma è giustificabile pagare una simile esagerazione solo per il buon nome della località e del posto in cui ci si trova?>.
Il <castiga-turisti> che si è visto in diverse zone e nell’esperienza vissuta di una città turistica, dimostra ancora una volta il pessimo comportamento di alcuni esercenti nei confronti dei turisti visti spesso come clienti da spennare senza riguardo.
A mettere in guardia da «eccessi» che potrebbero scoraggiare il turismo sono diversi albergatori che sottolineano che <il Salento ma la Puglia non fa eccezione, è davvero troppo costosa>.
Il fatto è che in Ostuni manca sia il marketing che l`umiltà di rendersi conto che se si vuole avviare un`industria qual è quella del turismo non si può pensare al visitatore come un pollo da spennare. Se il cliente è soddisfatto, anche se non tornerà, consiglierà il luogo di villeggiatura ad amici e conoscenti. Viceversa, potrà dire <Belli i posti… ma cari>.

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Commenti all'articolo

  • Marco R.

    Marco R.

    14 Settembre 2017 - 18:06

    Bisogna ripensare il turismo qui in Puglia, dargli un'organizzazione perché l'improvvisazione non paga

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  • Marco R.

    Marco R.

    14 Settembre 2017 - 12:12

    Ho l'impressione che per come è stato impostato il turismo in questa regione stia lasciando ben poco al territorio e alla comunità locale. La causa è l'improvvisazione e il fatto che ognuno fa per sé senza fare squadra.

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  • Alessandro.bari

    07 Settembre 2017 - 21:09

    Articolo con spunti interessanti per la crescita del turismo e la nascita di una cultura del turismo. Meno condivisibile l'utilizzo per consuetudine del verbo uscire "e poi dalla borsa ha uscito tutto quello che.."

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  • massimo1973

    07 Settembre 2017 - 15:03

    "dalla borsa ha uscito tutto quello che serviva per fare colazione" ???????? ma almeno i soldi per pagare l'acqua "li ha usciti" dal portafogli? l'italiano, questo sconosciuto. ma per favore...

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