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Domenica 24 Settembre 2017 | 07:11

trasporti

Sud-Est, passa a Roma
il «tesoro» degli appalti

Accordo con Rfi: gestirà i 600 milioni di fondi pubblici regionali

Sud-Est, passa a Roma il «tesoro» degli appalti

BARI - I circa 600 milioni di investimenti che la Regione ha programmato sulla rete di Ferrovie Sud-Est saranno gestiti da Rfi, la società del gruppo Fs che si occupa dell’infrastruttura. Appalti, progettazione e direzione dei lavori si spostano dunque a Roma, confermando il trend di ridimensionamento della principale ferrovia privata italiana.

È l’effetto combinato di una norma contenuta nel decreto Omnibus della scorsa estate, con cui il governo Gentiloni ha di fatto espropriato le Regioni delle competenze in materia di sicurezza ferroviaria, e di una scrittura privata con cui il 22 giugno Ferrovie Sud-Est ha, appunto, affidato tutti i lavori a Rfi. Un accordo non immediatamente applicabile, visto che per renderla operativa servirà una intesa tra la Regione e il ministero delle Infrastrutture.

La notizia non è necessariamente negativa, se si pensa alle enormi necessità di adeguamento infrastrutturale della rete Fse: non solo l’installazione del sistema Scmt (il «pilota automatico dei treni») sulla rete di Bari, già appaltata in precedenza, ma anche tutti i futuri interventi di velocizzazione e adeguamento, dalla messa a norma dei binari all’eliminazione dei passaggi a livello, al discusso progetto della metropolitana del Salento (l’elettrificazione della rete a Lecce). Discusso perché la Regione lo considera fondamentale, mentre Sud-Est esprime forti dubbi e non ha proceduto ad avviare l’iter per assicurare il finanziamento previsto nell’ambito del Patto per il Sud.

L’accordo prevede che Fse mantenga la titolarità degli interventi, con una sorta di «global service» da parte di Rfi. Sud-Est, fanno notare fonti del gruppo Fs, ha un grave deficit di professionalità sul fronte degli appalti (come dimostra il contenzioso con la Regione sui circa 50 milioni di euro di fondi europei che non sarebbero stati rendicontati correttamente a causa del mancato rispetto delle procedure di evidenza pubblica sugli incarichi di progettazione), ed è assolutamente necessaria una accelerazione degli investimenti.

L’ex assessore ai Trasporti, Gianni Giannini, aveva cominciato a percorrere la strada dell’accordo per affidare a Rfi la manutenzione di tutte le reti ferroviarie regionali, sul presupposto che i gestori privati devono comunque provvedere a separare il servizio dall’infrastruttura anche in previsione dell’interoperabilità, ovvero la possibilità di far girare qualunque treno su qualunque rete (e dunque di poter andare, poniamo, dalla stazione di Lecce Fs direttamente all’aeroporto di Bari).

Ma la mossa di Fse, che ha anticipato tutti, sembra piuttosto un ennesimo segnale di quanto sta per avvenire. Fse ha due asset molto remunerativi, ovvero la gomma e gli investimenti, e un servizio in forte perdita come il ferro. I treni sui binari del Salento, quelli in maggior perdita, dal 1° ottobre saranno essere affidati temporaneamente alla direzione regionale di Trenitalia (un’altra società del gruppo), ufficialmente per l’assoluta carenza di materiale rotabile e per la necessità di migliorare la formazione dei macchinisti. Ma il servizio su alcune linee, a partire dalla Maglie-Otranto, è in forte perdita: non ci sarebbe da stupirsi se al termine dei sei mesi previsti ci fosse un forte ridimensionamento del servizio.

m.s.

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