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Martedì 21 Novembre 2017 | 22:08

L'allarme di Magdi Allam

«Io condannato a morte
dall'imam di Bari, Lorenzini»

«Io condannato a morte dall'iman di Bari, Lorenzini»

BARI - «Condannato a morte dall’imam di Bari Sharif Lorenzini». Non ha paura Magdi Cristiano Allam, «continuerò ad esercitare il mio diritto di dire la verità in libertà e di denunciare chi viola le leggi e incita alla violenza», ma parla senza mezzi termini di una vera fatwa «di sentenza islamica di morte», pronunciata da Lorenzini. E annuncia che nei sui confronti provvederà a sporgere denuncia.

L’antefatto sta tutto in un’intervista online dell’imam del capoluogo pugliese, nome italiano che l’iracheno ha acquisito assieme alla cittadinanza dopo essere stato adottato. Sharif Lorenzini, a margine della festa del Sacrificio di venerdì scorso, ha messo in guardia il popolo italiano dallo scrittore egiziano, naturalizzato italiano, da Matteo Salvini e dagli estremisti di destra e sinistra, perché vogliono «far valere la loro voce gridando falsità e concetti corrotti pur di raggiungere la loro finalità». Secondo l'imam è in atto «un'operazione volontaria per distruggere anni, cento anni, di dialogo». Per Sharif Lorenzini in Italia ci sarebbero «degli sciacalli» e invita a non «cadere nelle trappole di questi farabutti che vogliono portare il nostro paese alla rovina».

Le repliche di chi è finito sulla graticola non si sono fatte attendere. «Chiediamo l’intervento delle autorità, a partire dalla Questura di Bari e della Digos e procederemo a presentare una formale denuncia di fronte a quello che appare essere un palese invito alla violenza». Il Pai, Partito Antiislamizzazione fondato un paio di mesi a Milano e di cui è presidente onorario lo psichiatra Alessandro Meluzzi, ha così risposto. «A fronte di una attività, come quella del Pai, di diffondere un messaggio politico e non violento - afferma il segretario del partito Stefano Cassinelli - arriva da un imam, una minaccia, detta durante la preghiera del venerdì, e chi conosce bene il Corano sa cosa significa».

E Magdi Cristiano Allam : «L'Islam moderato non esiste. Io sono stato vittima di una fatwa, una condanna a morte così come prevede il Corano (Sura 5;33), da un imam libero di spargere odio», attacca lo scrittore. «Lorenzini si considera un musulmano moderato eppure chi critica l’islam viene da lui condannato come falso, corrotto, sciacallo, disfattista, farabutto».

Poi annunciando la denuncia, sottolinea come il suo nome sia stato fatto per primo «in relazione alla corruzione. Ricordo che coranicamente “la ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messagero e che seminano corruzione sulla terra, è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco - cita Allam - l’ignonimia che li toccherà in questa vita; nell’altra vita avranno castigo immenso”».

E aggiunge che «l'imam Lorenzini vorrebbe veder marcire in galera a vita i cosiddetti nemici dell'Islam». Il paradosso per Allam è che l'Europa si affidi a personalità come l'imam di Bari per salvarsi dai terroristi, «non comprendendo che entrambi condividono l'obiettivo di sottometterci all'Islam». E per lui non c'è nemico più pericoloso di chi «sfrutta le nostre leggi per porre fine al diritto di dire la verità in libertà sull'Islam».

L’imam dal canto suo si affida ad un post su facebook parlando di «macabre falsità e vile vittimismo per spaccare le fila del popolo italiano». [r.c.]

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