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lotte tra giudici

Motta chiede condanna
di Pm: intercettò collega

Scelsi, questa l’ipotesi della magistratura salentina, avrebbe avviato intercettazioni «per ripicca» nei confronti della collega Digeronimo

procuratore di Lecce, Cataldo Motta

Procuratore Motta

BARI - Il procuratore di Lecce Cataldo Motta ha chiesto la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione per l’ex pm di Bari (oggi in servizio presso la Procura Generale del capoluogo pugliese) Giuseppe Scelsi per il reato di abuso d’ufficio. Il processo si sta celebrando con il rito abbreviato. Stando alla tesi accusatoria l’ex collega Desirèe Digeronimo (oggi in servizio presso la Procura Generale di Roma) sarebbe stata illecitamente intercettata da Scesi nel corso di alcune conversazioni con l’amica Paola D’Aprile. Entrambe si sono costituite parti civili nel processo.

Scelsi, questa l’ipotesi della magistratura salentina, avrebbe sottoposto D’Aprile ad intercettazione «per ripicca» nei confronti della collega Digeronimo - che sapeva sua amica - avendo appreso che la stessa aveva intercettato suo fratello in un’indagine sulla sanità pugliese. Dopo la requisitoria della Procura, la parole è passata alle parti civili.

Digeronimo, difesa dall’avvocato Alberto Melica sostituito oggi in aula dall’avvocato Denise Berio, ha quantificato la richiesta di risarcimento danni in 250mila euro con una provvisionale immediatamente esecutiva di 50mila. D’Aprile, difesa da Francesca Conte, ha chiesto 1 milione di euro con provvisionale di 100mila. Nella prossima udienza del 29 gennaio dovranno discutere i legali del responsabile civile, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e la difesa di Scelsi. La sentenza è attesa per il 19 febbraio.

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