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Sabato 20 Gennaio 2018 | 10:18

Siccità

Nel Foggiano chiudono le dighe
per evitare il prosciugamento

Dopo lo stop a Lucera, alt anche nel Sud della Capitanata

Nel Foggiano chiudono le digheper evitare il prosciugamento

MASSIMO LEVANTACI
FOGGIA - La prossima diga verrà chiusa «tra pochi giorni» e sarà la seconda in provincia di Foggia nel giro di un mese. Dopo quella di San Giusto, Lucera, ridotta un mese fa ad appena 2 milioni di metri cubi, adesso il Consorzio di bonifica della Capitanata punta a fare altrettanto con quella di Capacciotti, Cerignola, nel basso Tavoliere. Area di vigneti, alberi da frutta, ortaggi e, sostanzialmente, di una «voracità» idrica che i tecnici dell’ente adesso intendono fermare. L'invaso sull'Ofanto, infatti, ha raggiunto la quota minima di 5,7 milioni di metri cubi e a furia dei prelievi massivi, c'è chi dice anche «selvaggi», si arriverebbe a prosciugarlo per intero in pochi giorni senza lasciare nell'invaso nemmeno il livello di guardia.

Terra siccitosa la Capitanata, eppure terra di grandi messi agricole. Un paradosso vivente. L'offerta più variegata del Belpaese: seminativi, coltivazioni intensive come il pomodoro da industria, il settimo distretto ortofrutticolo più importante d'Europa, il regno dell'asparago, dell'olivo e degli alberi da frutta. Solo che tutto questo ben di Dio richiede molta acqua e non sempre le quattro dighe del Foggiano possono assicurare un regolare approvvigionamento. Bisognerebbe allora fare un utilizzo un po' più parsimonioso delle risorse a disposizione, un po' come avviene nei kibbutz degli agricoltori israeliani che periodicamente, ironia della sorte, vengono ad apprendere in Capitanata, dai tecnici del Consorzio, le tecniche di irrigazione più avanzate e originali.
Sta di fatto però che ora le dighe non ce la fanno più, dopo una stagione calda e asciutta come non mai. Siamo alla resa dei conti di una campagna agricola che ha visto il pomodoro risucchiare il maggior contenuto di acqua - stimabile in non meno di 40-50 milioni di metri cubi - ma ora che l'oro rosso è quasi tutto raccolto (salvo le produzioni più tardive, nell'ordine del 25%) di acqua ce n'è evidentemente ancora bisogno, se da Occhito, il bacino principale della Capitanata, vengono prelevati ancora 1,2 milioni di metri cubi al giorno per il consumo irriguo.

Il caldo, va detto, è stato devastante quest'anno sulle coltivazioni. Le irrigazioni di soccorso hanno assistito il pomodoro che rischiava di collassare sotto i 50 gradi sin dalla metà di luglio. Ora però si continuano a bagnare campi, nella convinzione che l'emergenza sia passata tanto ormai tra un po' si chiude con i raccolti. «Devo però ammettere che i nostri agricoltori non sanno risparmiare - dice il presidente del Consorzio di bonifica, Giuseppe De Filippo - dal momento che gli appelli sono quasi tutti caduti nel vuoto. Nel periodo topico della stagione abbiamo avuto prelievi fino a 1,6 milioni di metri cubi al giorno, meno male che la diga di Occhito (oggi a quota 82 milioni mc., ma 60 milioni vanno riservati al potabile: ndr) ha retto bene l'urto, ma avevamo fatto le scorte nell'inverno e in primavera scorsa grazie alle piogge cadute in abbondanza in quel periodo».
A proposito delle piogge, che in Capitanata ovviamente si attendono con trepidazione, occorre anche rilevare che già ieri mattina con i primi scrosci torrenziali nella piana del Tavoliere c'è stato chi ha temuto nuove inondazioni come quelle che colpirono il Gargano due anni fa e i monti dauni nell'ottobre del 2015. Bisogna correre ai ripari, qualcosa è stato fatto, ma ora per la manutenzione di canali e dei torrenti ci sono i finanziamenti del Patto per il Sud: «110 milioni di euro - ricorda l'assessore regionale all'Agricoltura, Leonardo Di Gioia – ci auguriamo di poterli utilizzare già entro la fine di settembre per mettere in sicurezza le aree più a rischio».

La Capitanata si candida a ricevere la fetta più grossa di quei finanziamenti, per la natura del suolo e la presenza dei due consorzi di bonifica più virtuosi di Puglia (Capitanata e Gargano). Bisogna tuttavia presentare i progetti. Sotto a chi tocca.

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