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Lunedì 20 Novembre 2017 | 19:51

crisi al comune

Taranto, sindaco sull'altalena
dopo appena due mesi

La mancata approvazione del bilancio porterebbe allo scioglimento del consiglio comunae

Anziana viveva in casa tra rifiuti interviene il Comune di Taranto

GIACOMO RIZZO

TARANTO - Venti di crisi nella maggioranza di centrosinistra a Taranto. È in corso un tentativo di mediazione per evitare che le beghe interne abbiano l’effetto di far cadere la nuova amministrazione a soli due mesi dalle elezioni amministrative. Ma non si escludono nuove alleanze. Ieri riunione fino a tarda sera del «Fronte Dem» per fare il punto dopo la lite tra il sindaco Rinaldo Melucci e il capogruppo del Pd Gianni Azzaro e il rinvio della discussione sul riequilibrio di bilancio. Scoglio che va superato al più presto perchè la mancata approvazione comporterebbe lo scioglimento della massima assise cittadina. All’incontro hanno partecipato, oltre a Melucci, il consigliere regionale Michele Mazzarano, il segretario cittadino Tommy Lucarella e, tra gli altri, Costanzo Carrieri e Massimiliano Stellato. Voci insistenti parlano anche di un vertice barese con il governatore Michele Emiliano (presenti l’onorevole Michele Pelillo e l’assessore regionale Alfonso Pisicchio?), tra i principali sponsor della candidatura di Melucci, che peraltro ha aderito alla corrente «Fronte democratico».

Il sindaco, dopo aver minacciato anche le dimissioni, riflette sul da farsi (fino a tarda sera non si avevano notizie definitive), consapevole che con una maggioranza sfaldata sarebbe assai complicato governare. Ma l’ex presidente dello Ionian Shipping Consortium potrebbe trovare sulla sua strada anche alleati inaspettati.

Intanto, la direttrice del carcere Stefania Baldassari, candidata sindaco della coalizione che comprendeva anche Forza Italia e Direzione Italia, ha smentito indiscrezioni di stampa precisando di essere amica dell’assessore Pisicchio ma di non aver aderito al movimento “Iniziativa Democratica”. «Ancora una volta - puntualizza la consigliera - mi si addebitano parole ed intenzioni non mie. Mi dispiace leggere di mie adesioni a movimenti con il tono e il chiaro intento di screditare la mia persona. La mia amicizia con Pisicchio attiene alla mia sfera personale». La stessa Baldassari, durante la seduta dell’altro ieri del Consiglio, pur rimarcando la crisi della maggioranza, aveva manifestato disponibilità nei confronti di Melucci su argomenti fondamentali come il bilancio e «nell’interesse generale della città». Poi bisognerà verificare la posizione che assumerà At6 tenendo conto che Mario Cito l’altro ieri è stato l’unico dell’opposizione a rimanere in aula per la trattazione del riequilibrio di bilancio. E cosa farà l’ex presidente del Consiglio comunale Piero Bitetti (uscito dal Pd), che pure ha sostenuto Melucci al ballottaggio?

La polemica, dopo le perplessità manifestate da alcuni consiglieri di maggioranza per la nomina degli «assessori baresi», è esplosa nella riunione della massima assise cittadina di mercoledì scorso, in cui è stato approvato il rendiconto 2016. Il sindaco aveva replicato con parole durissime alla richiesta di chiarimenti sulle risorse da destinare all’assunzione del direttore generale e degli staffisti. Lo stesso Azzaro aveva messo in relazione il parere tecnico negativo del dirigente Spano su un emendamento all’assestamento di bilancio e la necessità di recuperare fondi per consentire l’assunzione del direttore generale. Melucci definiva «pagliacciate» le prese di posizione degli esponenti non allineati della maggioranza, Azzaro in primis. Seguiva la replica su Facebook del diretto interessato. E poi la nota scritta del sindaco, che ringraziava «alcune forze politiche», «quelle che si stanno dimostrando collaborative. Quelle che non usano la città per proprie ambizioni politiche».

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