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Domenica 19 Novembre 2017 | 11:38

toponomastica

Barletta, due sale studio
intitolate a Regeni e Aylan

Barletta, due sale studiointitolate a Regeni e Aylan

BARLETTA - Due barlettani che hanno dato lustro al Paese, una delle 21 donne elette all’assemblea costituente nel 1946, Vittoria Titomanlio, e il giornalista, politico e partigiano Alfredo Reichlin, ma anche personalità slegate dalla storia locale, come il giovane ricercatore ucciso in Egitto Giulio Regeni e il piccolo Aylan Kurdi, il bambino siriano trovato morto sulle spiagge di Bodrum dopo il naufragio del piccolo gommone a bordo del quale cercava con la sua famiglia di raggiungere l’Europa attraverso la Grecia. Sono alcune delle nuove denominazioni decise dalla giunta comunale di Barletta, per strade, giardini e spazi comunali, proposti dalla commissione per la revisione e l’aggiornamento della toponomastica.

In particolare una nuova strada verrà denominata via Vittoria Titomanlio, nata a Barletta, insegnante e politica, che nel 1946 fu una delle 21 donne eletta nell’Assemblea costituente, eletta alla Camera dei deputati dal 1948 al 1968; a Sandro Pertini sarà intitolato il tratto di strada e sottovia tra Via Enrico De Nicola e via Papa Giovanni XXIII in ideale continuità tra grandi personalità; via Alfredo Reichlin sarà il tratto pedonale ubicato tra Viale Marconi e via Vittorio Veneto, dove c'è già una palazzina che ospita uffici comunali che porta il suo nome. Mentre i giardini all’interno della palazzina Reichlin, che ospiteranno il patrimonio dell’ex cantina sperimentale di Barletta, saranno intitolati al professor Mario Mattia, per la sua opera di direzione dell’Istituto sperimentale di enologia.

Una sala studio della biblioteca comunale porterà il nome di Giulio Regeni e la biblioteca comunale del Parco dell’Umanità sarà intestata al piccolo siriano Aylan Kurdi.

Un’ultima variazione riguarderà la denominazione toponomastica di Via Ettore Cialdini, che tornerà a chiamarsi come originariamente via delle Carrozze «in considerazione dell’esigenza di superare elementi divisori sull'apporto del Mezzogiorno e della stessa città Disfida all’unità d’Italia», si legge in una nota di palazzo di città.

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