Mercoledì 18 Luglio 2018 | 11:05

Il progetto

Petrolio, dopo no a Tempa rossa
170 autobotti al giorno a Roma

La Total, a un anno dal parere negativo dell'amministrazione Emiliano della Puglia, cambia strategia. Il risultato? Un danno per l'ambiente

Petrolio, dopo no a Tempa rossa170 autobotti al giorno  a Roma

Avviare a tutti i costi la produzione di petrolio dal giacimento di Tempa Rossa entro il 2017. Tutto stabilito per Total: dal numero di autobotti, alle quantità di greggio che trasporteranno e alla sua destinazione, dal tragitto da percorrere e finanche agli orari di partenza quotidiani della carovana dei «bisonti del petrolio». Doppia istanza di Via al Ministero dell’Ambiente. Peccato che i francesi della Total hanno dimenticato il tassello più importante prostituito proprio dall’ok al punto di «partenza»: le autorizzazioni all’avvio della produzione tramite autobotti.

Ma facciamo un passo indietro e vediamo cosa è successo. A un anno di distanza dall’ultimo «no» della Regione Puglia al punto di approdo del greggio lucano alla raffineria di Taranto, Total non si arrende, ma decide di cambiare direzione guardando alle «potenzialità di casa». È la Raffineria di Roma Spa, società controllata da TotalErg a presentare la prima istanza al Ministero dell’Ambiente per ottenere l’ok al trasporto del greggio da Corleto Perticara via autobotti a Roma, al polo logistico nel quale l’attività di raffinazione è stata dismessa dal 2012 e sono rimaste solo le attività di deposito di prodotti petroliferi finiti).
La decisione viene presa e ufficializzata proprio nel caldo mese di agosto. Se portare il greggio attraverso l’oleodotto Val d’Agri a Taranto non è possibile, sono pronte a partire (a Centro Olio di Corleto Perticara ultimato e pronto ad «accendere i motori») 170 autobotti cariche di petrolio alla volta di Roma pronto ad essere poi trasferito su altri pontili e petroliere ed esportato all’estero.

È quanto prevede il progetto per l’implementazione di un sistema logistico presso il Deposito di Pantano di Grano per la ricezione, stoccaggio ed esportazione di grezzo estratto dai giacimenti di Tempa Rossa presentato proprio il primo agosto al Ministero dell’Ambiente con il quale si ipotizza la realizzazione di modifiche impiantistiche all’interno del Deposito che consentiranno il transito attraverso la struttura logistica di circa 1.100.000 metri cubi di grezzo all’anno di grezzo.
In sostanza, il petrolio arriverà nella Capitale a mezzo autobotti e sarà successivamente inviato tramite l’oleodotto esistente, alle boe di carico collegate al Reparto Costiero di Fiumicino. Per questo Raffineria di Roma S.p.A. ha chiesto la verifica di assogettabilità a Via predisponendo uno Studio Preliminare Ambientale teso a dimostrare che «il progetto non comporterà impatti negativi significativi e che non sarà pertanto necessario procedere con la Via (Valutazione di impatto ambientale)».
Vediamo in dettaglio cosa intenderebbe realizzare Raffineria di Roma S.p.A. presso il Deposito di Pantano di Grano.

Il progetto prevede la possibilità di garantire il transito settimanale di circa 22.950 m3 di grezzo provenienti dal Centro trattamento olio di Corleto Perticara in Basilicata. Il trasferimento del grezzo avverrà tramite autobotti e isocontainers, per un numero stimato massimo giornaliero di 170 mezzi aventi capacità di 30 metri cubi, che saranno caricati fino ad un massimo di 27 metri cubi.

Dal Deposito di Pantano di Grano, il grezzo sarà quindi inviato, attraverso il reparto costiero di Fiumicino su nave a mezzo delle infrastrutture esistenti. Per aumentare l’efficienza e ridurre i tempi di realizzazione, con conseguente beneficio dal punto di vista ambientale, è stato previsto, ove possibile, l’utilizzo di unità/infrastrutture già esistenti presso il Deposito di Pantano di Grano, da sottoporsi a modifiche mirate per consentirne l’utilizzo nella nuova configurazione. Modifiche che riguarderanno: il sistema di ricezione e scarico, i serbatoi di stoccaggio, che saranno sottoposti ad adeguamenti tecnici; una nuova caldaia mobile; il sistema di pompaggio; i serbatoi saranno collegati all’oleodotto esistente tramite una nuova stazione di pompaggio per il trasferimento alle strutture di Fiumicino e carico finale su nave; il sistema di interconnecting; dall’area di scarico il grezzo sarà trasferito a mezzo nuova condotta ai serbatoi di stoccaggio; un nuovo tratto di condotta sarà poi realizzato per la connessione dai serbatoi di stoccaggio all’oleodotto esistente.

Tutto previsto in ogni dettaglio, anche gli orari del transito di autobotti che saranno al massimo 170 unità al giorno (in e out). Partiranno dal Centro trattamento olio di Corleto Perticara, a partire dalle ore 7 in modo sfalsato fino alle 17 e, di conseguenza, arriveranno presso il Deposito di Pantano di Grano a partire dalle ore 14 fino alle 6 del mattino, per una durata del viaggio pari a circa 7 ore. Fin qui il progetto sulla carta, ma certamente la Regione Basilicata non starà lì ferma a guardare. [l.ierace]

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