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Domenica 19 Novembre 2017 | 13:34

il caso

Molfetta, contro i ladri
vigilanza «autogestita»

Vita difficile in periferia e i residenti si organizzano in turni e chat per controllare il territorio contro i tanti furti specie di auto

Molfetta, contro i ladrivigilanza «autogestita»

di LUCREZIA D'AMBROSIO

MOLFETTA - Troppi furti di auto nel quartiere Madonna della Rosa, a Molfetta. I residenti, esasperati, si organizzano. Si uniscono in gruppo. Controllano il territorio. È presto per parlare di ronde ma l’organizzazione funziona. Tanto che, nel pomeriggio di venerdì scorso, alle 15, il gruppo di controllo dei residenti riesce a sventare il furto di un’auto. E festeggia affidando un messaggio per i ladri alla Rete: «Avvisiamo – scrivono sulla pagina facebook del Comitato di Quartiere - che non siamo una periferia dormitorio. Chi vuole delinquere andasse altrove».

Del gruppo, al momento, fa parte un centinaio di residenti che, per comunicare in tempo reale, utilizzano whatsapp. Ma il «presidio» è destinato ad allargarsi. Perché, proprio in queste ore si registra un aumento delle adesioni.

«Il Comitato di Quartiere – spiega il presidente Favuzzi – conta quattrocento iscritti, al gruppo che controlla il territorio, al momento, hanno aderito in cento. Ci siamo costituiti in un gruppo whatsapp da poco più di 48 ore ma – continua – siamo in attesa di sviluppare un’applicazione».

Il quartiere Madonna della Rosa, il più grande quartiere di espansione della città, conta circa tremila residenti. Si è sviluppato a ridosso dell’ospedale ed è molto vicino alle principali vie di comunicazioni, la provinciale per Terlizzi, lo svincolo per la statale 16 bis, il casello dell’autostrada, ma anche la provinciale per Bitonto. Un posto ideale per i delinquenti.

«Abbiamo deciso di dare vita ad un gruppo di controllo dopo una serie di furti di auto. Solo per fare un esempio, tra giovedì e venerdì abbiamo subìto due furti di auto e ne abbiamo sventato un terzo. In realtà – continua Favuzzi – il nostro gruppo di controllo intende operare a 360 gradi. Il nostro è un quartiere molto vasto ed è diviso da una lama. Questo gruppo ci consente di avere occhi dappertutto e di scambiarci informazioni così da allertare subito, in tempo reale, i carabinieri oppure i vigili».

Del gruppo di controllo del quartiere fanno parte persone di età diversa. Ci sono professionisti, casalinghe, pensionati, docenti. In qualche modo, per evitare un’organizzazione di tipo para-militare con i turni, il territorio viene presidiato, controllato continuamente senza intaccare le esigenze dei singoli. In pratica ci sono persone che controllano il territorio al mattino, perché a quell’ora escono di casa, altri, all’ora di pranzo, altri il pomeriggio e le informazioni vengono subito trasmesse agli altri. Proprio la «differenza» di età dei componenti gioca a vantaggio del sevizio di controllo.

E la notte. chi tiene gli occhi aperti sul quartiere? «Il gruppo di controllo è siamo nato appena da un paio di giorni. Non escludo che, autotassandoci, a breve, possa essere istituito un servizio di vigilanza privata notturna. Sappiamo che i presidi locali dei carabinieri e della polizia locale sono sotto organico ma abbiamo bisogno di tutelarci. Tutto questo - conclude il presidente Favuzzi - in attesa che venga approvato un progetto, che come Comitato di Quartiere abbiamo presentato qualche tempo fa, che prevedeva l’installazione di telecamere e un presidio di vigili urbani».

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