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Mercoledì 13 Dicembre 2017 | 11:48

la lunga notte di Melpignano

Ecco il popolo della Taranta
che balla #senzapaura

notte della taranta

di Mauro Ciardo

MELPIGNANO - «Un unico, grande abbraccio contro ogni forma di terrorismo e distruzione, un immenso inno alla pace».
La ventesima edizione della «Notte della Taranta», il più grande festival di musica popolare del continente europeo, ieri ha fatto da cassa di risonanza a due grandi temi: vincere la paura contro ogni forma di terrore e invocare la pace universale.
La kermesse si è aperta con un minuto di silenzio in memoria delle vittime di tutti gli attacchi, poi sul palco sono saliti gli organizzatori guidati dal presidente della Fondazione Ndt Massimo Manera, i sindaci dei 18 comuni salentini che hanno ospitato le tappe del festival e i direttori artistici. Tanti applausi per Sergio Pirozzi, il primo cittadino di Amatrice distrutta da un terribile sisma un anno fa, che ha voluto ringraziare quanti hanno donato un totale di un milione e 254 mila euro attraverso gli sms solidali e i salvadanai distribuito lo scorso anno sulla piazza. Da Amatrice hanno raggiunto la Grecìa esibendosi sul palco i «Ciaramelle, poeti e saltarella», che hanno offerto un repertorio arcaico della tradizione pastorale. Un pensiero è andato anche ai terremotati di Ischia.


Il dolore degli spagnoli, recentemente colpiti da un attentato con 14 morti sulla Ramblas di Barcellona, è stato trasmesso dalla Barcelona gipsy BalKan Orkestra, che ha interpretato la musica tradizionale dei Balcani, dei gitani e degli ebrei dell’Est Europa con sonorità anche della tradizione klezmer e rom.

Intenso il messaggio trasmesso da Dario Solesin, il fratello della ricercatrice Valeria morta nell’attentato al Bataclan, in Francia, e letto dal piccolo Antonio, un bimbo di Melpignano.

«Non cancellerete il nostro sorriso. Siamo tanti e siamo forti. Noi non abbiamo paura e non ci fermeremo – rivolto ai terroristi - continueremo a cantare, ballare, incontrarci, ridere e arrabbiarci, studiare e viaggiare. Continueremo a vivere il nostro mondo perché il mondo è il nostro paese».

Applauditissimi gli artisti del pre-Concertone, che ha visto salire sul palco anche l’Orchestra Unicef, composta dai percussionisti Abdoulay Sissoko N’Diogou (Senegal), Diabate Toumani (Costa d’Avorio), Ismael Sow (Gambia) e Azad Lucky (Nigeria), dal pianista Joel David (Nigeria), dal trombettista Lamine Drammeh (Gambia) e dal chitarrista Azad Giammaria (Isole Mauritius). 

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