Giovedì 19 Luglio 2018 | 10:05

carte bollate

Mango, guerra
sui diritti di autore

La moglie del cantautore lucano scomparso cita in giudizio suo cognato la famiglia in tribunale

Mango, guerra sui diritti di autore

Giovanni Rivelli

PotenzaLa famiglia di Mango in guerra legale per l’eredità dei diritti di autore dei brani cantati da Pino. Al centro della contesa c’è in particolare «La rosa dell’inverno», che in questo caso non è il celebre brano del cantautore lagonegrese ma il nome della società «cassaforte» dei diritti di autore sulle opere musicali prodotte fino al 2002.

A promuovere il giudizio è stata la moglie di Pino Mango (anche a nome dei figli) ossia la cantante Laura Valente (ex voce dei Mattia Bazar) che ha citato in giudizio Armando Mango, fratello maggiore del cantautore scomparso, autore di alcuni dei brani musicali e dei testi incisi fino al 2002 e socio ne «La Rosa dell’Inverno Sas».

I due fratelli, in verità, avevano preso le distanze già prima della morte di Pino: non solo si erano separati musicalmente ma avevano avuto anche divergenze sulla gestione societaria tanto che nel 2009 erano arrivati alla sottoscrizione di ben due atti di transazione con cui davano atto della sostanziale situazione paritaria su gestione e divisione degli utili societari.

Così si arriva all’8 dicembre 2014, quando sul palco di Policoro Pino Mango si sente male e dopo poco muore. Celebrati i funerali, il 16 dicembre, Armando è dal notaio: in qualità di unico socio superstite della «Sas» dichiara di non voler proseguire l’attività con gli eredi del fratello, si autonomina amministratore (prima lo era il fratello), ricompone la pluralità societaria cedendo quote societarie ai figli, e preleva le somme disponibili su un conto corrente. A leggerla con i giudici «ha chiuso il conto corrente intestato alla società e destinato la somma prelevata a scopi estranei a quelli societari ed ha cercato, con un atto inefficace, di estromettere gli eredi del socio deceduto dalla compagine sociale».

Eredi che, però, non hanno nessuna intenzione di essere liquidati. E così dopo un primo ricorso cautelare d’urgenza che aveva sostanzialmente giudicato corretto l’operazione fatta dal fratello Armando Mango, il reclamo proposto dai legali di moglie e figli di Pino si è conclusa in modo diametralmente opposta anche perché la società aveva per scadenza il 31 dicembre 2010 e non era stata prorogata. I giudici hanno disposto il sequestro della metà dei proventi, inibito Armando Mango dal compiere «qualsiasi atto dispositivo dei beni societari» e ordinato «di provvedere alla restituzione di quanto prelevato dal conto corrente intestato alla società».

Ma anche al netto di eventuali controricorsi simo ancora alla sola fase cautelare e il giudizio avrà tempi presumibilmente ben più lunghi. La guerra tra i Mango sembra destinata ad andare avanti per molto.

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