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Lunedì 22 Gennaio 2018 | 07:24

mostra all'aperto

Anziani ad Accadia
la storia sui volti e sui muri

Sono enormi poster in bianco e nero dei cittadini del piccolo comune dauno che hanno accettato di farsi ritrarre, diventando così una vera e propria icona della comunità

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Ad Accadia, di fronte al palazzo Municipale, campeggiano da alcune settimane volti di anziani dagli sguardi intensi, solcati da rughe profonde, mani che hanno conosciuto il duro lavoro nei campi, e dolci sorrisi a testimoniare lo scorrere del tempo. Sono enormi poster in bianco e nero dei cittadini del piccolo comune del preappennino dauno che hanno accettato di farsi ritrarre, diventando così una vera e propria icona della comunità: del resto, si sa, che i muri, a volte, possono raccontare storie e volti, pezzi di realtà cristallizzati nel tempo.

L’opera nasce a fine luglio, nei giorni di Accadia Blues, ed è frutto del lavoro certosino del fotografo free lance Alessandro Tricarico, originario di San Marco in Lamis, che ha deciso di proporre in Capitanata il collage fotografico. Si tratta di un’idea portata avanti dall’artista francese JR, pensata per raccontare la storia e la memoria di un paese attraverso migliaia di strisce di carta applicate con pazienza e amore sulle pareti dei palazzi delle città. «Mi piace molto pensare di poter restituire i muri al territorio» spiega Tricarico, che in passato ha lavorato come fotoreporter per Il Manifesto, La Repubblica, Financial Times, realizzando, tra le altre cose, un reportage dal campo profughi al confine libico durante la guerra del 2011, un’intervista ad un trafficante di esseri umani nel porto di Zarzis e fotografando lo sfruttamento nelle miniere dei fosfati al confine algerino. «Soprattutto perché - precisa – è necessario non disperdere l’immenso patrimonio di esperienze, di valori che abbiamo dalle nostre parti e che non sappiamo ancora adeguatamente valorizzare».

Chi si reca ad Accadia, dunque, potrà ammirare, anche nei mesi a venire, questi enormi puzzle realizzati a mano, con migliaia di strisce di carta applicate una ad una, che il sindaco Murgante ha inteso sostenere e promuovere. Nelle prossime settimane si provvederà ad applicare un ulteriore strato di resina per proteggere i poster e preservarne l’integrità dalle intemperie invernali. «Devo confessare che non è stato proprio facile all’inizio – aggiunge l’artista - ma dopo aver rotto il ghiaccio, grazie ad un’opera di persuasione e di intermediazione, tutto si è svolto in un’atmosfera di serenità. È stato molto faticoso applicare questi poster. Ho lavorato ininterrottamente per quattro giorni e mi sono ritrovato con la colla su ogni angolo del corpo» precisa, sorridendo. Dopo l’esperimento più che riuscito di Accadia, il desiderio di Tricarico è quello di provare ad esportare questa forma d’arte in altri centri della provincia di Foggia dove «ci sono storie dal sapore autentico, tradizioni che meritano di essere raccontate con nuovi linguaggi e modalità anche, perché no, per una promozione turistica della Capitanata e soprattutto dei Monti Dauni che amo molto». [Enza Moscaritolo]

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