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Martedì 16 Gennaio 2018 | 08:20

città in abbandono

Foggia, il centro città
nelle mani dei vandali

il centro di Foggia

«Ma come, lì, sotto gli occhi di tutti? Possibile che debba succedere anche questo?». La voce al telefono è concitata: un Lettore, ex ferroviere, segnala il furto e l’asportazione della cassetta dell’elemosina nella Cappella della stazione ferroviaria di Foggia. «Ci saranno stati pochi euro - il suo amaro commento - ma il danno procurato con l’asportazione è di molto superiore alla cifra rubata. Però non va che nessuno sappia e faccia niente: la stazione è piena di telecamere, c’è la Polfer, possibile che neppure la chiesetta sia al sicuro?».

Il furto e il danneggiamento risalirebbero a non più di tre giorni fa, secondo le testimonianze raccolte. Un episodio che dà la misura del degrado in cui è immerso il quartiere Ferrovia, nuovo nodo intermodale compreso.

I viaggiatori lamentano sporcizia e bisogni fatti ovunque, con atti vandalici che non hanno esitato a colpire manufatti appena installati. E’ il caso delle fontanelle: malgrado fossero di metallo sono state danneggiate, riservando a questi utilissimi accessori della nuova struttura lo stesso trattamento, si fa per dire, attuato nello scalo ferroviario “vecchio”, a spese di panchine, cestini portarifiuti e persino vidimatrici per i biglietti sui binari. Per non parlare dei ripetuti attacchi distruttivi subìti dall’innocua statua del Viaggiatore, su piazzale Vittorio Veneto.

I residenti nell’ampia e centrale zona della città reclamano da tempo maggiore sorveglianza e attenzione per arginare il progressivo degrado del quartiere, che non si ferma certo in piazza Cavour.

L’isola pedonale allargata ha purtroppo ampliato anche il raggio d’azione dei «guastatori» che agiscono senza sosta contro le opere pubbliche. Bersagliato da sempre il monumento a Umberto Giordano, nell’omonima piazza al centro dell’area senza auto (si fa per dire perché il traffico, il più intenso della città, l’attraversa). La statua del musicista viene continuamente “scalata” da ragazzini sotto gli occhi di genitori impassibili. Scomparse da tempo le scritte che indicavano le opere del maestro, ricomposte dopo anni le lettere metalliche del nome del musicista, ora l’attacco si è spostato proprio sulla poderosa statua: le lunghe braccia vengono usate dai ragazzine come altalena. Un insulto che fa il paio con le eterne partite a pallone (più di una, con più pesanti palle che rischiano di colpire anche in pieno volto passanti e persone sedute nella piazza), giocate di pomeriggio e di sera da gruppi di ragazzini non sorveglia e richiamati dai rispettivi parenti. [a.lang.]

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