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Domenica 24 Settembre 2017 | 07:09

Il caso Praja

Titolare discoteca si autodenuncia
Le Iene «indagano» su Gallipoli

Dopo il nostro reportage sullo sballo e l'intervista a un socio di minoranza del locale che accusava la gestione di non rispettare le regole

Titolare discoteca si autodenunciaLe Iene «indagano» su Gallipoli

L'intervista all'amministratore della Praja

Il caso Gallipoli finisce sotto i riflettori nazionali: una troupe delle «Iene» ha fatto capolino l’altra sera alla discoteca «Praja» sulla litoranea per seguire un po’ più da vicino la (singolare) vicenda dell’autodenuncia di uno dei proprietari del locale che accusava i suoi soci di non rispettare le regole.

Il caso, ricordiamo, è stato sollevato dalla Gazzetta dopo il reportage sullo sballo nella città bella del Salento, e con una intervista rivolta ad Alessandro Toffi, socio di minoranza della società «Risto & Disco» che gestisce la nota discoteca gallipolina (dovrebbe terminare la stagione prima di fine mese). L’autoaccusa di Toffi consiste nell’aver denunciato (anche con tanto di lettera alle autorità, ma l’interessato non sarebbe stato mai interrogato) una serie di violazioni delle regole, a cominciare dalla capienza, una delle condizioni essenziali per la tutela della sicurezza.

La Praja, come è noto, è autorizzata per ospitare 2mila e 700 persone ma ogni sera - era la denuncia di Toffi - metterebbe dentro 5 o 6mila persone. Numeri che farebbero venir meno il requisito della sicurezza e, inevitabilmente, farebbero emergere qualche incongruenza con i biglietti (dichiaratamente venduti) nonché con il contributo da versare alla Siae (in regime forfettario su un numero pari massimo alla capienza consentita). Ricordiamo che i biglietti vengono emessi dalla cassa e controllati dalle maschere poichè l’eventuale ritiro potrebbe far pensare a un riciclo dei tagliandi con conseguente occultamento di somme al Fisco.

Toffi proseguiva il suo j’accuse facendo riferimento al consumo di alcolici da parte dei minorenni nonchè ai cachet versati ai dj ospiti, importi non coerenti con gli incassi ufficiali. Tesi fermamente respinte da Francesco Susca, socio di maggioranza della Praja, in una lunga lettera nella quale - oltre a ribadire il rispetto delle regole, quindi di capienza, di divieto di vendita di alcolici nonché investimenti in materia di difesa dal rumore - annunciava iniziative legali nei confronti del presunto delatore.

Sta di fatto che la Praja è stata stato oggetto di controlli accurati da parte delle forze dell’ordine (soprattutto Polizia di Stato), senza alcuna contestazione di irregolarità (non vi è stato neanche un atto ufficiale contrario a dire il vero). Sul caso Gallipoli, la procura di Lecce ha aperto un fascicolo. Ma la storia ha portato in Salento anche il talentuoso Ismaele La Vardera delle «Iene» (ricordate la bufera del finto candidato sindaco di Palermo?) che ha intervistato Pierpaolo Paradiso, amministratore della società. Di certo, conoscendo le «Iene» e i suoi «inviati», non si saranno accontentati di una dichiarazione. Si scoprirà qualcosa in più alla ripresa del programma, tra poco più di un mese. [nicola pepe]

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