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Domenica 24 Settembre 2017 | 21:15

la proposta

Vaccini, Decaro: per verifiche
Asl e scuole collaborino

Decaro confessa«Quando mi indagaronopensai al suicidio»

Il sindaco di Bari Antonio Decaro

ROMA - Una procedura «standard» che renda semplice applicare la legge sui vaccini obbligatori perché «non si può scaricare sulle spalle del personale delle istituzioni scolastiche comunali o su quelle dei genitori il compito di raccogliere autocertificazioni e certificazioni che peraltro chi riceve non è in grado di valutare». A chiederlo è il presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni (Anci) e sindaco di Bari Antonio De Caro secondo il quale «la verifica tocca alle Asl» che «sono già in possesso della certificazione».
Una proposta condivisa dal ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli che spiega come l’obiettivo del dicastero «è agevolare e sostenere le famiglie, le alunne e gli alunni, le scuole«; «proprio oggi abbiamo inviato una circolare agli istituti scolastici per fornire indicazioni operative e chiarimenti sull'attuazione della norma e dare supporto a tutti i soggetti coinvolti». Quindi, ha aggiunto, «dobbiamo mettere in campo procedure agevoli, snelle ed efficaci, in un’ottica di collaborazione, ciascuno per la propria parte e per la propria responsabilità», Ministeri, Regioni, Enti locali, scuole e famiglie.

Nel ricordare che le scuole «forniscono gli elenchi degli iscritti alle Asl e le Asl verificano che quei bambini siano stati sottoposti alle vaccinazioni», De Caro critica che siano necessari tre anni per mettere a regime un sistema di comunicazione e trasmissione dati tra le pubbliche amministrazioni mentre «sarebbe sufficiente anticipare il regime definitivo, basato sullo scambio di dati tra le amministrazioni. Iter che dovrebbe essere prassi in tempi di digitalizzazione della pubblica amministrazione».

L’Anci ha fatto presente, nelle sedi tecniche e politiche della Conferenza Unificata Stato, Regioni, enti locali e in sede di conversione parlamentare, le criticità attuative della legge: in particolare quella richiesta ai genitori di produrre e ai responsabili delle scuole di raccogliere certificazioni che sono già in possesso di un’altra pubblica amministrazione, la Asl. «Abbiamo fatto presente anche che la sanzione, in caso di mancata produzione del certificato, non dovrebbe essere l'allontanamento dei bambini, il 10 marzo, ad anno quasi terminato. Quindi ci siamo messi al lavoro per redigere un protocollo da condividere con i ministeri della Salute e dell’Istruzione e con la Conferenza delle Regioni».

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Commenti all'articolo

  • luigimt

    17 Agosto 2017 - 19:07

    carissimo De Caro elementare i vari dirigenti scolastici ed affini devo pretendere un documento ove si attesti l'idoneità altrimenti nisba.

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