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Giovedì 23 Novembre 2017 | 12:26

il capo clan Parisi

Savinuccio libero nel 2019
ma pendono altri 3 processi

Notificato nel penitenziario di Terni (dove è detenuto per altra causa) il provvedimento di cumulo pene al boss di Japigia per 27 anni, parte di quali già scontati

Savinuccio Parisi

foto Luca Turi

Nella mattinata odierna personale del Comando Provinciale Carabinieri di Bari ha dato esecuzione ad un provvedimento di cumulo pene, emesso lo scorso 10 agosto dalla Procura Generale della Repubblica di Bari, nei confronti del noto capo clan Savinuccio Parisi, al quale il provvedimento è stato notificato nel carcere di Terni ove si trova ristretto per altra causa. Il provvedimento è scaturito dal cumulo di condanne che comminano complessivamente 27 anni, 2 mesi e 14 giorni di reclusione di reclusione per reati ricomprendenti l’estorsione aggravata dal metodo mafioso, accumulo per il quale il boss ritornava in carcere dopo meno di due mesi di libertà il 9 marzo dell'anno scorso. Riguarda infatti ben 11 condanne definitive inflitte al boss a partire dal 1983 e che lo hanno portato in carcere complessivamente per più di 20 anni negli ultimi 3 decenni

Savinuccio, tuttavia, parte delle pene le ha già scontate: gli restano 6 anni, un mese e 28 giorni di detenzione. Stando al calcolo fatto adesso dalla Procura Generale presso la Corte d’appello di Bari, che ha anche revocato circa 3 anni di indulto di cui Savino Parisi ha usufruito fra il 1986 e il 1989, al boss restano da scontare circa 6 anni, iniziati a decorrere nel marzo 2016, quando è stato nuovamente arrestato per una estorsione. Finirà di scontare la sua pena - riporta l'atto giudiziario - il 4 maggio 2022 ma, considerati i 1215 giorni di liberazione anticipata, potrebbe tornare libero - se non detenuto per altra causa - il 5 gennaio 2019, fra circa un anno e mezzo. A carico di Parisi sono tuttavia in corso almeno altri tre processi.

Parisi è ritenuto capo dell’omonimo clan operante sul quartiere Japigia di Bari ove da mesi è in atto una vera e propria guerra tra fazioni contrapposte, per il controllo del territorio, che ha fatto registrare diversi gravissimi fatti di sangue, nei quali, tra l’altro,  hanno perso la vita  tre pregiudicati.

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