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Domenica 24 Settembre 2017 | 07:10

il caso

Assistenza interrotta
l'appello di una mamma
«Chi si occuperà del mio Angelo?»

Arcangelo Forleo

di MIMMO MAZZA

«Non so più come fare, mi creda». Il tempo di finire la frase e la commozione si prende in ostaggio Addolorata Barbuzzi, mamma-eroe di San Marzano di San Giuseppe, da 36 anni dedicata alle cure di suo figlio Arcangelo Forleo, affetto da «gravi turbe psico comportamentali, epilessia con crisi quotidiane diretta in gracile cerebropatico».

Una situazione serissima che ha fatto naufragare il matrimonio dal quale Angelo era nato e che soltanto 3 anni fa aveva fatto registrare un momento di sollievo con l’avvio di un servizio mirato, ovvero il Sad (servizio di assistenza domiciliare) che ha permesso al giovane di poter contare dal lunedì al venerdì per tre ore ogni mattina su di un operatore che lo raggiungeva a casa e lo seguiva in una difficile opera di crescita e apprendimento contrassegnata da buoni risultati.

«Angelo è migliorato tantissimo in questi tre anni - racconta la signora Addolorata alla Gazzetta - tanto che grazie al lavoro mirato svolto dagli operatori è stato possibile fare un lavoro di inserimento in comunità di diversamente abili con esito oltremodo positivo. L’ho visto sulla mia pelle, Angelo è migliorato, ha imparato a relazionarsi con gli altri, a mettere da parte per buona parte della giornata i suoi problemi. Ora, invece, tutto azzerato. Si ricomincia da capo e per me è un incubo».

L’ambito territoriale numero 6 della provincia di Taranto, quello nel quale ricade San Marzano di San Giuseppe, ha sospeso per mancanza di fondi il servizio Sad da sabato scorso e non si sa se e quando potrà riprendere. Nel frattempo tutte le famiglie con diversamente abili dovranno arrangiarsi.

«È una situazione allucinante. Io non posso pagare un prezzo così alto per un regolamento a maglie larghe che più che rispondere in maniera equa ai bisogni dei cittadini con un servizio mirato, ha permesso lo sperpero di risorse importanti: non si capisce come mai soggetti con un reddito annuo di 60.000 euro contribuivano con soli 3 euro orari al servizio, erodendo così le ore che in realtà dovevano essere utilizzate dalle fasce economicamente più deboli e più bisognose. Il servizio non è stato mantenuto per chi, come nel mio caso - spiega la signora Addolorata Barbuzzi - è costretta a vivere praticamente barricata in casa insieme a mio figlio, a non poterlo lasciare mai da solo, a non avere più il tempo nemmeno per fare la spesa. Il servizio è stato sospeso per tutti, senza distinzioni di sorta e questo è un fatto a dir poco scandaloso. Il prossimo 4 settembre ci saranno diversamente abili affetti da patologie meno gravi di quelle di mio figlio che potranno riprendere a frequentare la cooperativa Amici di Grottaglie, possibilità che a me sarà preclusa viste le condizioni in cui si trova Angelo: c’è qualcuno nell’ambito territoriale numero 6 e nell’Asl di Taranto disposto a mettersi una mano sulla coscienza?»

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Commenti all'articolo

  • camaffei

    camaffei

    17 Agosto 2017 - 07:07

    Regione Puglia, la cuccagna delle promozioni ai dipendenti: costano 7 milioni e mezzo all'anno Poi dicono che le risorse per gli assegni di cura per malati gravi sono poche. Fateci capire, -cioè tagliate da una parte-, è aumentate dall'altra?

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