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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 00:23

Il disservizio

Obitorio chiuso, non c'è portiere
familiari dei defunti scavalcano

A Trani l'assenza di un portiere ha creato disagi ai familiari di due persone morteI parenti di due defunti non hanno potuto raggiungere le salme: costretti a scavalcare il muretto

Obitorio chiuso, non c'è portierefamiliari dei defunti scavalcano

NICO AURORA

TRANI - Rabbia da una parte, imbarazzo dall’altra. Con gli inevitabili approfondimenti in corso e le possibili conseguenze, che potrebbero anche essere particolarmente rilevanti. Tutto questo a causa della, tuttora, ingiustificata assenza dal posto di lavoro di un addetto alla portineria dell’ospedale San Nicola Pellegrino, che ieri avrebbe dovuto prendere servizio alle 7. Il dipendente amministrativo della Asl Bt non si è presentato e questo ha determinato non soltanto la permanenza della chiusura della portineria, ma anche, e soprattutto, il prolungamento dell’occlusione del cancello d’ingresso dell’obitorio, situato a poche decine di metri da lì.

All’interno della camera mortuaria vi erano due salme, i cui parenti non hanno potuto raggiungerle se non provando a scavalcare il muretto o giungendo dall’interno, al termine di un giro complicato dei locali. In difficoltà anche i dipendenti dell’agenzia di onoranze funebri che avevano in carico il servizio in favore delle due salme e rispettive famiglie.
È anche vero che, anche dopo avere scavalcato il muretto o aggirato l’ostacolo, le stesse porte dell’obitorio sono rimaste chiuse fino alle 10, quando ad aprirle è stato il cappellano dell’ospedale San Nicola Pellegrino, don Francesco Ferrante. Il cancello, invece, si è aperto alle 10.36, per mano di un altro dipendente della Asl di Barletta, Andria, Trani, giunto sul posto dopo l’interessamento del direttore sanitario, Giuseppe Lovascio, che con un giro di telefonate è riuscito a risolvere momentaneamente il problema.

A quanto s’è appreso, il servizio di portineria e affidato a cinque dipendenti di cui due amministrativi a tempo indeterminato, in carico direttamente alla Asl, e tre interinali che fanno riferimento ad un’azienda fornitrice di servizi: quello che ieri non si è presentato alle 7 sarebbe uno dei due amministrativi e, sempre le informazioni raccolte sul posto, allo stato non vi sarebbero agli comunicazioni da parte sua, ovvero, se vi sono, non sarebbero state ancora riscontrate.

«Ieri sera (l’altra sera, ndr) – ha sorriso amaramente il figlio di una delle due donne il cui corpo era composto nella camera mortuaria – ci hanno fatto andare via, puntualissimi, alle 20, perché quello è l’orario di chiusura dell’obitorio e del cancello. Stamani (ieri, ndr), invece, abbiamo dovuto attendere tre ore e mezza e ancora non abbiamo ricevuto alcuna spiegazione. Fa rabbia sia successo a noi, ma sarebbe potuto accadere a chiunque altro e questo non va bene, perché siamo pur sempre in presenza di un pubblico servizio che, fino a quando terranno aperto questo ospedale, è nostro diritto pretendere».
E, così, il dolore delle due famiglie interessate alla perdita dei loro cari, le cui salme erano in quell’obitorio, si è frammisto alla rabbia per un disservizio particolarmente imbarazzante.

Nella tarda mattinata poi il parziale disvelamento del «mistero»: «Questa mattina - ha detto Ottavio Narracci, direttore generale dell’Asl di Barletta, Andria, Trani - il portinaio di turno, cui compete il servizio compresa la detenzione delle chiavi, non si è presentato causa malattia. Appena informati ci si è attivati con area tecnica che ha provveduto. Ovviamente è uno spiacevolissimo incidente di cui chiediamo scusa, ma di questo si è trattato». Ma perché l’assenza causa malattia non è stata segnalata per tempo?

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