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Agguato sulla Sp 272

Strage di mafia sul Gargano
4 morti: uccisi 2 testimoni
Ministro Minniti a Foggia

Ammazzato il boss Romito e il cognato: le vittime inseguite e uccise dal commando. Dall'inizio dell'anno sale a 17 il numero dei morti ammazzati nella faida garganica

«Sono quelli della discoteca»Molfetta, l'indagine lampo

NICOLA PEPE

Esplode nella maniera più drammatica la mattanza nel Foggiano passando alla storia come uno degli omicidi più efferati nella storia della criminalità pugliesi. Quattro persone, tra cui due innocenti in quanto testimoni scomodi, sono state uccise questa mattina in un agguato stile mafioso avvenuto sulla SP 272 nei pressi della stazione ferroviaria di San Marco in Lamis (Foggia). Tra le quattro vittime c'è il presunto boss Mario Luciano Romito, di 50 anni, di Manfredonia, ritenuto dagli investigatori uno degli esponenti di spicco dell’omonimo clan che negli ultimi anni si è contrapposto al clan dei Libergolis nella cosiddetta faida del Gargano e già sfuggito ad altri agguati. Con lui, a bordo della vettura, c'era il cognato, Matteo De Palma, 44, che gli faceva da autista, anche lui morto all’istante. Obiettivo del commando - secondo gli investigatori - era Romito. Le altre due vittime, due contadini, probabilmente sono stati eliminati perché testimoni scomodi: si tratta dei fratelli Luigi e Aurelio Luciani, rispettivamente di 47 e di 43 anni.

Il boss e il cognato erano a bordo di un «maggiolone» Volkswagen di colore nero mentre i due contadini a bordo di un Fiorino Pick up bianco. In base alle prime notizie a far fuoco sarebbe stato un commando che ha agito secondo modalità militari scaricando una raffica di colpi sull'auto su cui viaggiavano Romito e il cognato, entrambi freddati nel veicolo rimasto fermo sulla «pedegarganica», accanto ai binari. Poco distante, a meno di un chilometro, il Fiorino Pick up su cui viaggiavano i contadini. Dopo aver assistito all'omicidio, sono fuggiti ma hanno percorso solo un breve tratto di strada perché sono stati inseguiti dai killer: uno dei fratelli è morto nell'auto, l'auto invece è sceso dal mezzo ed avrebbe tentato di fuggire a piedi ma dopo aver percorso solo pochi metri è stato raggiunto dai killer e ucciso.

L'agguato - hanno utilizzato pistola, kalashnikov e fucile a canne mozze - è avvenuto in una località isolata, ma comunque trafficata perchè a ridosso di una strada provinciale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Foggia: le indagini sono coordinate dalla Procura di Foggia e dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari informata dell'accaduto.

Il luogo dell'omicidio è a pochi chilometri da San Severo e Apricena, altri due Comuni dove recentemente sono avvenuti omicidi a causa della lotta tra clan per la spartizione degli affari illeciti sul territorio: un territorio ad alta densità criminale in cui recentemente è intervenuta anche la commissione antimafia. Per il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla «quello che è accaduto è terribile». Una Ford Kuga (foto sotto) utilizzata quasi certamente dal commando è stata rinvenuta poco dopo l'agguato completamente bruciata nei pressi di un fondo agricolo.

La strage di oggi si inserirebbe in una nuova guerra fra clan del Gargano che, con i morti di oggi, fa lievitare a 17 il numero dei morti ammazzati nel 2017 oltre a 2 lupare bianche. L'ultimo delitto è stato quello del ristoratore di Vieste, Omar Trotta, 31 anni, freddato a colpi di pistola all'ora di pranzo nel suo locale. Il ministro dell’Interno Marco Minniti presiederà oggi a Foggia una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto della situazione: l’incontro è in programma in prefettura alle 16. Al termine il ministro incontrerà il sindaco di Foggia e i primi cittadini di alcuni dei comuni della Provincia. Alla riunione interverrà anche il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano il quale annuncia che «la Regione Puglia è pronta a reagire con ogni mezzo contro la mafia, al fianco della magistratura e delle forze dell’ordine, costituendosi parte civile nel processo che verrà, facendo ogni sforzo per contrastare e debellare fenomeni criminali che nella nostra terra non possono avere diritto di cittadinanza». 

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Commenti all'articolo

  • tonico68

    10 Agosto 2017 - 09:09

    È tempo che la società civile, con tutte le sue forze sane, e le istituzioni di ogni genere facciano "cartello" non solo dicendo, ma operando "fatti e segni" di legalità: se davvero, come risulta dai primi accertamenti, hanno ammazzato due innocenti contadini "testimoni scomodi", allora la misura è colma!

    Rispondi

  • Lucky

    09 Agosto 2017 - 12:12

    La situazione del foggiano è veramente drammatica....non a caso una delle ultime province per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini..si fa finta di nulla.....un mix fra camorra e mala sarda .....ma più pericolosa perché fuori controllo....

    Rispondi

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