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Venerdì 18 Agosto 2017 | 01:17

Sballo in Salento

Gallipoli, titolare discoteca accusa
«I miei soci non rispettano la sicurezza»

«E le autorità chiudono un occhio». I controlli anti alcol previsti dalla nuova intesa con la Prefettura? Non prima di fine mese, la ditta che fornisce i nasi elettronici è in ferie

Gallipoli, titolare discoteca accusa«I miei soci non rispettano la sicurezza»

NICOLA PEPE

Continua a far discutere il caso Gallipoli: dopo il nostro reportage su quanto accade in discoteche e lidi, dove i giovani si lasciano andare in eccessi finendo spesso in ospedale per come etilico o overdose di droga, l'(auto) denuncia di un imprenditore sul mancato rispetto di un requisito di sicurezza, la capienza. Alessandro Toffi, salentino, è uno dei proprietari della discoteca Praja, di socio di minoranza della società di gestione, la «Risto & Disco srl», di cui detiene il 20 per cento: una quota analoga è in mano a un 40enne di Gioia del Colle, Pierpaolo Paradiso, mentre la maggioranza del 60 per cento è in capo alla società Musicaeparole servizi snc di Francesco Susca e Adriano Lucidi (sono di Bari e Matera). Tutto ciò accade all'indomani della firma dell'ennesima intesa in prefettura a Lecce dove, tra gli impegni, oltre al rispetto della capienza, vi è anche la fornitura di «nasi elettronici» per intercettare all'ingresso ragazzi già brilli. Peccato che la ditta è in ferie e tali strumenti arriveranno a fine mese. Di seguito l'intervista di Toffi che esce allo scoperto.

Toffi, lei ha fatto una denuncia alle forze dell’ordine. Perchè?
«Cominciamo col dire che sono uno dei proprietari della discoteca Praja di Gallipoli, ma in quanto socio di minoranza sono escluso da ogni decisione e senza alcun potere».

Ci parli della denuncia...
«Ho letto i suoi articoli su Gallipoli che dicono la verità e descrivono la situazione da Far West imperante ormai da qualche anno. Situazione che è ancora peggio di come lei l'ha vista e descritta. Le forze dell'ordine prendono di mira l'illegalità delle "case pollaio", ma poi chiudono un'occhio, anzi tutti e 2, sulle "discoteche pollaio". Stracolme tra l'altro di ragazzi minorenni».

Ma questo che c’entra con la Praja?
«La Praja ha una capienza certificata di 2000 persone. Quindi uscite di sicurezza, sistema antincendio, spazi fruibili e vie di fuga autorizzati per 2000 persone. Ogni notte i miei soci ne mettono dentro 5-6.000. Stessa cosa fa la discoteca Cave. Ho scritto pochi giorni fa una pec a tutte le istituzioni in cui segnalavo i grossi pericoli che ogni notte corriamo nel continuare ad ammassare ragazzi uno sull'altro all'interno delle mura della Praja. i ragazzi in coma etilico (ogni notte una decina)».
Ma ci sono stati i controlli recenti e non è emerso nulla.
«Basta guardare le foto postate sui social quella notte per rendersi conto che non c’erano 2mila persone. La sera del 27 luglio la Polizia alle 3 è andata alla Praja a fare il controllo capienza. Il dj era Bob Sinclar (costo circa 80mila euro). Nel locale c'erano circa 5000 persone (accanto una foto della serata). Hanno verbalizzato che era tutto regolare».

Ma lei ha fatto presente ai suoi soci tale situazione?
«In assemblea, a fine giugno, li ho richiamati alle loro responsabilità qualora accadesse qualcosa di spiacevole. Ho ovviamente fatto presente il danno economico che un qualunque evento negativo causerebbe a me in qualità di socio (chiusura del locale, ritiro della licenza, eventuali responsabilità penali della ns società). Ho descritto l'anomalia del “comprare" la prestazione di un dj di fama internazionale il cui costo arriva finanche ai 100.000,00 euro a fronte di un biglietto di ingresso di 20 o massimo 25 euro. Non bisogna essere laureati in matematica per capire che, conti alla mano, per ammortizzare tali cachet sono necessarie più di 5000 persone che paghino l'ingresso».

La situazione non è delle migliori.
«Gallipoli è un territorio senza alcuna speranza. Potrei aggiungere tante altre cose inquietanti. Sono qui come imprenditore dal 2008 e conosco tutto ciò che ruota attorno al business delle discoteche. Il turismo ogni anno scende di qualità e di età, l'illegalità regna sovrana. Quando ci scapperà il morto andremo tutti a casa».

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