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Sabato 25 Novembre 2017 | 10:49

a Taranto

Processo a clan
D’Oronzo-De Vitis
inflitte 22 condanne

Tribunale, toga

TARANTO - Il Tribunale di Taranto ha condannato 22 dei 32 imputati coinvolti nel processo legato al blitz antimafia 'Alias', che il 6 ottobre del 2014 portò a 52 arresti. In quell'occasione agenti della Squadra mobile smantellarono il clan capeggiato dai boss Nicola De Vitis e Orlando D’Oronzo, già condannati con il rito abbreviato (insieme ad altri 10 imputati) rispettivamente a 20 anni e a 16 anni di reclusione.
Dieci le assoluzioni, ma in alcuni casi le condanne sono state più alte rispetto alle richieste del pubblico ministero Alessio Coccioli. Alcuni imputati sono stati condannati anche per il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso.
La pena più alta, 16 anni e 6 mesi di reclusione, è stata inflitta a Raffaele Brunetti (di 10 anni la richiesta del pm). A seguire: 16 anni a Franco Scarci (10 anni), 14 anni a Pietro Cetera (12 anni), 13 anni e 4 mesi a Riccardo Vallin (8 anni), 11 anni a Fabrizio Pomes (6 anni), imprenditore ed ex assessore comunale (che gestiva il Centro sportivo Magna Grecia), accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, 8 anni e 4 mesi a Calogero Bonsignore, 8 anni a Sergio Cagali, 6 anni e 8 mesi a Moreno Rigodanzo, 6 anni a Michele De Vitis.
Il clan D’Oronzo-De Vitis, stando all’informativa degli investigatori, era pronto a fare la guerra contro chiunque avesse osato contrapporsi al suo dominio e ad affermare la sua potenza sul territorio anche con azioni dimostrative. Il Comune di Taranto si è costituito parte civile. 

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